La Provincia di Savona celebra per la prima volta la Giornata della Memoria con una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale. Il “Consiglio della Memoria” avrà luogo lunedì 27 gennaio 2025 alle 12:00 presso la Sala del Consiglio della Provincia. L’iniziativa vuole rendere commemorare le vittime dell’Olocausto e delle persecuzioni del regime nazista, sottolineando l’importanza delle istituzioni nel mantenere viva la memoria storica e promuovere i valori di pace e rispetto dei diritti umani.
Quest’anno, l’evento coincide con l’80° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, un momento significativo per la comunità di Savona. La Provincia ha deciso di organizzare questa seduta consiliare speciale per creare un’opportunità di riflessione condivisa e per evidenziare il ruolo cruciale delle istituzioni nella sensibilizzazione su temi storici e sociali.
Il “Consiglio della Memoria” presenterà una serie di momenti evocativi e celebrativi. Le orazioni commemorative del Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, e del Presidente ANED Simone Falco saranno accompagnate da testimonianze personali, tra cui la lettura pubblica di una lettera scritta dalla sorella di un deportato savonese, affidata alla moglie di un uomo deportato nello stesso rastrellamento. Sarà inoltre proiettato un video commemorativo con immagini dei viaggi della memoria promossi dall’ANED e dagli istituti scolastici superiori locali.
Parteciperanno all’evento le principali autorità del territorio, inclusi Consiglieri Regionali e Provinciali, Sindaci savonesi, Rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dell’ISREC, dell’ANPI, e delle Associazioni Combattentistiche locali. Il Presidente Olivieri ha dichiarato: «La Giornata della Memoria è un monito perenne per ricordare le tragedie del passato e per promuovere una cultura basata sul rispetto e sulla dignità umana. Questo “Consiglio della Memoria” vuole rappresentare un momento di riflessione collettiva, non solo per commemorare, ma anche per rinnovare il nostro impegno a costruire un futuro migliore, libero dall’odio e dalla discriminazione».
