Secondo l’Istat, il 46% dei giovani in Italia è senza lavoro. In Liguria solo il
3,1% delle imprese cerca personale attraverso gli ex uffici di collocamento. Il consigliere regionale della Lista Biasotti: “Presto la Regione potrà disporre di 27 milioni di Euro del progetto Europeo, sapremo cogliere l’opportunità?”.
«In Liguria abbiamo centri per l’impiego dislocati in diversi Comuni e quartieri delle città capoluogo, ma è evidente che non riescono a svolgere al meglio un ruolo efficace per l’incontro tra domanda e offerta se solo il 3,1% delle imprese cerca il personale attraverso i Cpi, mentre il 62,5% si affida alla propria rete di conoscenze, dirette o indirette». Così interviene Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che sta per presentare un’interrogazione urgente in Regione per conoscere i costi di gestione dei centri per l’impiego e le intenzioni della giunta su eventuali azioni di efficientamento degli ex uffici di collocamento.
«A livello nazionale – spiega Pellerano – la quota degli occupati che hanno trovato lavoro attraverso i centri per l’impiego è in continuo calo: dal 4,4% del 2009 all’attuale 2,2%. Percentuali distanti anni luce dalle performance degli stessi uffici nel resto d’Europa, per esempio della Germania, dove l’82% dei disoccupati trova una risposta in analoghi centri».
«Considerato lo stato di emergenza occupazionale che riguarda anche la nostra regione, dove il 21% dei giovani non studia e non lavora, penso sia prioritario intervenire nell’efficientamento delle strutture pubbliche deputate all’incontro tra la domanda e l’offerta nel mercato del lavoro. Emergono casi in cui le aziende denunciano difficoltà nel reperire figure specializzate in regione per le mansioni più disparate; è chiaro che occorre ripensare al ruolo dei Cpi, il cui obiettivo principale è fare da trait d’union tra chi cerca lavoro e le aziende. Un gap che oggi contribuisce ad allontanare dalle opportunità di lavoro presenti sul territorio i giovani liguri che nel 30% dei casi, terminati gli studi, emigrano verso altre regioni e Paesi alla ricerca di occupazione».
«Ricordo che, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, la disoccupazione giovanile nell’ultimo anno in Italia è aumentata del 9%, toccando il record negativo del 46% e in Liguria nell’ultimo anno la forza lavoro è calata di 22mila unità, passando dalle 695mila del terzo trimestre 2013 alle 673mila dello primo periodo del 2014. Gli occupati sono passati da 620mila a 593mila e i liguri in cerca di un lavoro da 75mila sono diventati 80mila.
«La Liguria ha di fronte a sé la grande sfida del progetto europeo Garanzia Giovani: a partire dal 1° maggio 2014 oltre 27 milioni di Euro da investire nei prossimi due anni per contrastare l’emergenza disoccupazione con misure quali la formazione, l’accompagnamento al lavoro, i tirocini, il sostegno all’imprenditorialità».
«È importante che, in questa prospettiva, i Centri per l’Impiego, porta di accesso a Garanzia Giovani, arrivino preparati in termini di efficienza, risorse ed organizzazione. Partiamo dalle cose terra terra: quasi tutte le Regioni italiane hanno già messo on line un portale ad hoc per il progetto Garanzia Giovani al fine di informare i ragazzi sul percorso che devono seguire per accedere alle varie misure. La Liguria, unica fra le regioni del nord Italia, non lo ha ancora fatto. Possiamo rimediare? In questo percorso – conclude Pellerano – un ruolo fondamentale lo dovrà sicuramente svolgere ARSEL, nata dall’accorpamento tra ARSSU e Liguria Lavoro».
