Roccavignale. L’acqua torna potabile in frazione Strada, nelle località Sogli, Case Facelli e Case Rossi e in parte della frazione Valzemola. Il sindaco Amedeo Fracchia ha revocato oggi l’ordinanza del 28 ottobre che ne vietava l’uso potabile e alimentare per il superamento dei limiti sui Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche. Il divieto, che interessava una zona di fornitura da circa 550 abitanti, è durato una settimana.
Come si legge nell’ordinanza, a far rientrare il problema sono stati gli interventi del gestore, la società Cira: il blocco precauzionale dell’adduzione dalla sorgente Pallaviere e l’attivazione di un’adduzione di acqua dall’acquedotto di Millesimo, con l’obiettivo di ridurre l’area interessata dalla limitazione d’uso.
Il 29 ottobre, il giorno dopo l’ordinanza, i tecnici della struttura Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl 2 savonese hanno effettuato due campionamenti, nei punti denominati «RC253» e «RC250 Monte», per verificare l’efficacia di quegli interventi. Entrambi sono risultati conformi ai limiti di legge per i Pfas: per il punto RC250 Monte è arrivato il rapporto di prova, per RC253 l’anticipo dell’esito analitico. Su questa base l’Asl, con una nota del 3 novembre pervenuta al Comune stamattina, ha chiesto formalmente la revoca del divieto.
Il valore che aveva fatto scattare il provvedimento era di 0,157 microgrammi per litro di somma dei Pfas, contro un limite di legge di 0,10, in vigore dal gennaio di quest’anno. Quella di Roccavignale, in Val Bormida, era stata l’ultima di una serie di ordinanze adottate in provincia di Savona a partire da metà ottobre, su reti e con gestori diversi.
