Il 4 novembre nel lutto per la Bosnia: il messaggio di Crosetto alle Forze armate

Il ministro ricorda i quattro militari morti il 29 ottobre e gli undici feriti

il ministro alla presentazione
Nella foto: il l Ministro della Difesa Guido Crosetto

Il messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto per la Giornata dell’unità nazionale e delle Forze armate, diffuso stamattina, è segnato dal lutto per la Bosnia-Erzegovina. «Quest’anno celebriamo questa ricorrenza con il dolore ancora vivo per la tragedia del 29 ottobre scorso», scrive il ministro, «dove quattro militari italiani hanno perso la vita mentre erano impegnati nell’operazione Eufor Althea».

Crosetto li cita uno per uno: i sergenti maggiori Simone Ruggia e Claudio Marchesi, dell’Aviazione dell’Esercito, il capitano Franco Adriano Zecchillo e il sergente maggiore Laura Procacci, entrambi del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. I quattro sono morti nello schianto di un elicottero Chinook CH-47 durante una missione di addestramento. Il ministro rivolge un pensiero anche agli undici feriti e alle loro famiglie, «che hanno vissuto giorni di grande preoccupazione».

La ricorrenza cade nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, e il motto scelto per accompagnare le celebrazioni è «Forze Armate a difesa della nostra libertà». Sono parole, osserva Crosetto, che «ci ricordano che la libertà non è mai scontata: la storia ce lo insegna e il presente ce lo dimostra ogni giorno».

Difendere il Paese, prosegue il messaggio, significa proteggerne le istituzioni, il territorio, le infrastrutture e gli interessi strategici, «ma soprattutto le persone, la loro dignità, i loro diritti e la possibilità di vivere, scegliere e costruire il proprio futuro senza paura». Il ministro elenca i fronti su cui le Forze armate sono impegnate — il territorio nazionale, i mari, i cieli, lo spazio, il dominio cibernetico e la dimensione subacquea, le missioni internazionali, le emergenze — e sintetizza: «Senza Difesa non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è libertà».

La chiusura è un ringraziamento a «soldati, marinai, avieri, carabinieri e personale civile della Difesa» e alle loro famiglie, «che condividono il peso delle assenze, delle preoccupazioni e delle attese».

Nei Comuni del Ponente la giornata è scandita dalle cerimonie ai monumenti ai caduti. Ieri, in apertura di seduta, il Consiglio regionale della Liguria aveva osservato un minuto di silenzio per i quattro caduti in Bosnia.

(effe)

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