Genova. «La Liguria pagherà un conto salato all’ultima manovra di bilancio della premier Meloni»: è durissimo il giudizio di Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, e di Jan Casella, consigliere regionale dello stesso gruppo, sul disegno di legge presentato dal Governo. «I tagli colpiranno sanità, scuola, pensioni, sicurezza idrogeologica, Comuni — sostengono —. Senza dimenticare lo scandalo del condono per i colossi delle slot machine, approvato in concomitanza con la riduzione del fondo contro la ludopatia. Come al solito, Meloni ruba ai poveri per dare ai ricchi».
Il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, vale circa 26 miliardi di euro nel 2027 e 27 nel 2028 ed è ora all’esame del Parlamento. Le coperture, indica il Governo, arrivano in prevalenza dall’attivazione delle clausole e da maggiori entrate dei settori finanziario, dei giochi e dell’energia, oltre che dal contributo dei ministeri e della Presidenza del Consiglio. Sulla stessa manovra, nei giorni scorsi, si era aperto in Liguria il confronto sul voucher sanitario agli over 75 e sull’aumento del Fondo sanitario nazionale.
Il primo capitolo della contestazione riguarda gli enti locali. «Nonostante l’inflazione che impoverisce ogni giorno le nostre famiglie, il governo taglia i fondi ai Comuni, che saranno costretti a ridurre i servizi e ad aumentare le tariffe, come quelle per gli asili nido, le mense scolastiche, i trasporti pubblici locali», affermano i due consiglieri.
Sulla sanità, Candia e Casella giudicano gli stanziamenti insufficienti «per gestire il carovita e per aumentare i contratti dei lavoratori», con la conseguenza, a loro avviso, che «la qualità delle prestazioni pubbliche continuerà a calare a favore del privato, con decine di migliaia di liguri che dovranno rinunciare alle cure».
Due gli altri fronti indicati. Sulle pensioni, i consiglieri sostengono che il Governo abbia tolto l’adeguamento all’inflazione per gli assegni superiori al minimo, «cancellando il diritto all’aumento per milioni di persone». Sulla sicurezza idrogeologica, parlano di una decurtazione dei fondi che definiscono «un errore drammatico, perché nessun territorio è al riparo dalla crisi climatica: il governo cancella la prevenzione per stracciarsi le vesti a ogni emergenza».
La conclusione riguarda scuola e lavoro. «Si spendono miliardi per armi e per fallimentari politiche anti-immigrazione, ma la scuola pubblica perderà 7 mila lavoratori in un solo anno», dichiarano Candia e Casella, che lamentano la stessa disattenzione «per i dipendenti coinvolti nelle crisi aziendali, molte delle quali stanno colpendo la Liguria: neppure un euro viene stanziato per affrontare il disastro occupazionale».
