Savona. Venerdì 30 ottobre, dalle 17.30 alle 18.30, la sala conferenze della Pinacoteca civica, a Palazzo Gavotti, ospita l’incontro «Scandalosamente Milena Milani. Una donna, un personaggio sotto accusa», con l’intervento di Giovanni Borrello. È il sesto appuntamento della rassegna «Cartoline da Milena Milani – Incontri d’arte della Fondazione MMCC».
Al centro della serata c’è il versante più ruvido della biografia della scrittrice e artista savonese (1917-2013): quello di una donna che con la propria vita, le opere e le scelte personali mise in discussione le convenzioni sociali del suo tempo, fino al processo per oscenità che le costò il romanzo La ragazza di nome Giulio, uscito nel 1964. Lo sfondo è l’Italia degli anni Sessanta, in cui la libertà femminile e l’autonomia individuale erano ancora sottoposte a forti condizionamenti.
«L’incontro di venerdì affronta una parte importante della sua storia, che è quella di una donna che ha difeso la propria libertà di scrivere e di esprimersi, pagando in prima persona il peso dei pregiudizi del suo tempo — afferma l’assessore alla Cultura Nicoletta Negro —. È una vicenda che merita di essere conosciuta, anche dalle nuove generazioni».
Al termine è prevista una visita alla mostra «Parole scritte, parole dipinte: la poesia visiva di Milena Milani», allestita nello Spazio MMCC della Fondazione, in piazza Chabrol, e inaugurata in occasione del precedente appuntamento: opere grafiche e ceramiche che mostrano il rapporto fra parola, immagine e pensiero nella ricerca dell’artista, nota per i suoi «quadri scritti».
La rassegna, presentata in marzo, si articola in sette incontri fino a dicembre, ciascuno accompagnato da una mostra tematica allo Spazio MMCC. È promossa dalla Fondazione Museo d’arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo — il gallerista e critico d’arte che fu compagno di vita della scrittrice —, presieduta da Silvio Riolfo Marengo, ed è curata da Michela Savaia, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Savona, della Pinacoteca civica e della Fondazione De Mari, e il contributo di Quidam e Coop Liguria. La Fondazione, inaugurata nel 2003, conserva a Palazzo Gavotti la collezione d’arte contemporanea che Milani donò alla sua città, con opere di Lucio Fontana, Filippo de Pisis e Alexander Calder.

