Savona. È arrivato al polo di lavorazione di Savona il nuovo congelatore ultrarapido destinato al Servizio trasfusionale: vale circa 130mila euro, dei quali 60mila finanziati dal Centro nazionale sangue, l’organismo che opera presso l’Istituto superiore di sanità, a Roma, e il resto a carico del bilancio di Ats Liguria.
L’apparecchio serve a velocizzare il congelamento e la conservazione delle sacche di plasma e degli emocomponenti, cioè delle frazioni in cui il sangue donato viene separato prima di essere destinato ai reparti. L’effetto pratico, spiega l’azienda, è una maggiore capacità produttiva del polo del Ponente: a parità di tempo si potrà preparare un numero più alto di sacche, con una risposta più rapida alle richieste degli ospedali.
L’acquisto rientra in un programma di rinnovo tecnologico più ampio, che comprende la sostituzione delle apparecchiature di immunoematologia e la valutazione di un progetto per portare nel Ponente le frigoemoteche informatizzate, i sistemi che gestiscono e monitorano in automatico la conservazione e la distribuzione delle unità di sangue. Nella conferenza stampa del 23 ottobre la direttrice di Asl2 Monica Cirone aveva indicato in 237 le apparecchiature introdotte fra 2025 e 2026 nell’Area sociosanitaria locale 2, per circa 3,68 milioni di euro complessivi.
Sullo sfondo c’è la riorganizzazione che sta portando alla nascita del Servizio trasfusionale e immunoematologia del Ponente. L’azienda assicura che le attività di medicina trasfusionale restano e vengono potenziate sul territorio: la raccolta di sangue ed emocomponenti, il supporto trasfusionale agli ospedali, le prestazioni ambulatoriali, il programma di Patient Blood Management per l’uso appropriato del sangue e le procedure di aferesi terapeutica, impiegate soprattutto per i pazienti con patologie autoimmuni. Proprio su queste ultime è in arrivo una novità: accanto allo scambio plasmatico tradizionale, che sostituisce il plasma del paziente con una soluzione come l’albumina, si sta introducendo la plasmafiltrazione, che tratta il plasma con filtri specifici senza doverlo sostituire del tutto.
Il riassetto si inserisce in un modello che in Liguria è già in funzione da anni: i test di validazione biologica delle unità di sangue vengono eseguiti all’ospedale policlinico San Martino di Genova, mentre la lavorazione degli emocomponenti fa capo ai due poli di Savona e San Martino.
