Alassio. È morto Franco Ferranti, il nome legato ai locali che hanno fatto la vita notturna alassina a partire dagli anni Sessanta. Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno espresso «profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia».
Era il 1961 quando, insieme al fratello Tito, aprì in via Verdi il Whisky a Gogo: un locale rigorosamente scozzese come il whisky che gli dava il nome, pensato per una clientela giovane e informale. All’inizio degli anni Settanta arrivò il Boccaccio Club, rivolto a un pubblico più adulto. Fu in quegli anni che Ferranti scelse Alassio come la città in cui sarebbe rimasto per il resto della vita.
Proprio per quel contributo alla storia della città, nel 2018 il Comune gli aveva conferito l’Alassino d’Oro, la più alta onorificenza cittadina, riservata a chi si è distinto giovando ad Alassio e promuovendone immagine e prestigio. Quell’anno il riconoscimento era andato ai protagonisti della movida alassina: con Ferranti erano stati premiati Fabrizio Benvenuti, che con il fratello Renzino aveva trasformato il Bar Gianni in American Bar, e Nanni Banchio, l’uomo del Norman, della Suerte, del Manila e del Corsara Beach. «Tre uomini che hanno fatto grandi le notti alassine, che con le loro attività hanno saputo richiamare nella nostra città stuoli di giovani e meno giovani», li aveva definiti allora il sindaco Marco Melgrati, «diventando punto di riferimento delle compagnie locali e non».

