Genova. I 18 milioni di euro annunciati ieri dal presidente della Regione Marco Bucci per equiparare verso l’alto gli stipendi dei 23 mila dipendenti della sanità ligure non bastano: lo sostiene il consigliere regionale del Pd Enrico Ioculano, vicepresidente della commissione Sanità, secondo cui per il solo comparto – cioè senza la dirigenza medica e sanitaria – servirebbero circa 20 milioni.
«Condividiamo l’obiettivo di uniformare gli stipendi, ma tra la promessa e le risorse stanziate c’è una distanza che non si può ignorare – afferma Ioculano –. Tutti i fondi contrattuali vanno portati al livello più alto, senza che nessuno perda quanto già acquisito. Con 18 milioni, sulle stime disponibili, non è possibile». Il gruppo del Pd chiede alla giunta di presentare i conteggi, distinguendo le risorse destinate al comparto da quelle per la dirigenza, e di spiegare come intenda garantire l’equiparazione annunciata.
L’annuncio era arrivato ieri, nel corso della presentazione dei due anni di mandato: una misura da 18 milioni rivolta a medici, infermieri e personale del comparto, compresi tecnici di radiologia, fisioterapisti e operatori sociosanitari, con la delibera attesa mercoledì in Consiglio regionale e l’auspicio, espresso dallo stesso Bucci, di un’approvazione unanime. Il passaggio è parte della riforma sanitaria, che la giunta conta di completare nel terzo anno di mandato.
La questione dei fondi contrattuali è uno dei nodi aperti con i sindacati. L’accorpamento delle aziende sanitarie ha comportato l’unificazione dei fondi, operazione che secondo Fp Cgil e Uil Fp rischia di tradursi in un arretramento salariale per una parte dei dipendenti: era uno dei motivi dello stato di agitazione proclamato il 16 ottobre insieme alla carenza di personale, ai carichi di lavoro e alle aggressioni.
«Di fronte a tanta spudoratezza nel raccontare cose non vere, la posizione dei sindacati, che hanno interrotto la trattativa e annunciato lo sciopero, è del tutto condivisibile. Hanno tutta la nostra solidarietà», afferma Ioculano, che conclude sul voto chiesto da Bucci: «Siamo pronti a sostenere un provvedimento che dia davvero più risorse ai lavoratori della sanità, ma non a certificare come mantenuta una promessa che, numeri alla mano, rischia di restare tale».
