Albenga. Basta qualche mattina sotto i dieci gradi perché torni la domanda di ogni autunno: si può già accendere il riscaldamento? La risposta sta in due norme e in un’ordinanza del sindaco, e nell’ultimo decennio ad Albenga quell’ordinanza è arrivata in date molto diverse fra loro: dal 15 ottobre al 18 novembre.
La regola di base viene dal decreto del presidente della Repubblica 74 del 2013, che divide l’Italia in sei zone climatiche. Albenga rientra nella zona C: gli impianti possono funzionare dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di dieci ore al giorno, e in ogni caso soltanto fra le 5 e le 23. Fuori da quel periodo l’accensione è ammessa solo se le condizioni climatiche la giustificano e, soprattutto, per non più della metà delle ore consentite in via ordinaria: ecco perché le ordinanze di anticipo parlano sempre di cinque ore, e non è una scelta discrezionale del Comune. A decidere è il sindaco, che con una propria ordinanza può ampliare o ridurre periodi e orari «a fronte di comprovate esigenze».
Undici autunni
| Anno | Accensione anticipata consentita da | Ore al giorno |
|---|---|---|
| 2015 | 27 ottobre | 5 |
| 2016 | 24 ottobre | 5 |
| 2017 | 6 novembre | 5 |
| 2018 | 31 ottobre | 5 |
| 2019 | 4 novembre | 5 |
| 2020 | 15 ottobre | 5 |
| 2021 | 2 novembre | 5 |
| 2022 | 18 novembre | 4 |
| 2023 | 8 novembre | 5 |
| 2024 | 12 novembre | 5 |
| 2025 | 1° novembre | 5 |
Il record di precocità appartiene al 2020, quando il via libera arrivò il 15 ottobre, un mese esatto prima della data ordinaria. All’estremo opposto c’è il 2022, l’anno della crisi energetica: il decreto ministeriale del 6 ottobre aveva spostato l’avvio della stagione al 22 novembre e ridotto a nove le ore giornaliere, così l’ordinanza del 18 novembre anticipò di appena quattro giorni un calendario già slittato, e il tetto scese di conseguenza a quattro ore.
Negli altri anni la forbice è più stretta. Con Giorgio Cangiano sindaco, fra il 2015 e il 2018, il provvedimento è arrivato tre volte su quattro entro il 31 ottobre. Dal 2019, con Riccardo Tomatis, le date si sono distribuite fra la metà di ottobre e la metà di novembre, con una tendenza al ritardo nel biennio 2023-2024 – l’8 e il 12 novembre, a ridosso della scadenza ordinaria – e un ritorno all’inizio del mese lo scorso anno, con l’accensione consentita dal 1° novembre.
Una costante, al netto dell’anno della crisi energetica, c’è: il limite delle cinque ore, che resta valido fino al 15 novembre. Da quella data, e fino al 31 marzo, le ore tornano dieci senza bisogno di alcun provvedimento.
Per quest’anno l’ordinanza non è ancora arrivata. Con ogni probabilità arriverà, come in ciascuno degli undici autunni precedenti; quando, dipenderà da quanto il freddo si farà sentire nelle prossime settimane.
(effe)
