Tovo San Giacomo. Si è chiuso il primo anno di prove di Biofronde, il progetto che nel Finalese sperimenta l’impiego di insetti e acari utili contro i parassiti dell’eucalipto ornamentale da fronda, in alternativa ai trattamenti fitosanitari convenzionali. I primi riscontri sono stati presentati in una giornata dimostrativa nell’azienda agricola Dondo Tiziano, dove Giovanni Minuto, direttore del CeRSAA, ha illustrato le attività sperimentali e i tecnici hanno mostrato sulle fronde il rilascio degli organismi utili davanti ai coltivatori del territorio.
I parassiti su cui si concentra la sperimentazione sono la psilla dell’eucalipto (Glycaspis brimblecombei) e un acaro eriofide, capaci di compromettere la qualità commerciale delle fronde e di rendere necessari ripetuti interventi di difesa. Il progetto verifica se il rilascio di organismi antagonisti, insieme a tecniche e prodotti ammessi in agricoltura biologica, possa contenerli riducendo i trattamenti convenzionali senza perdite sulla qualità del prodotto.

«Siamo ancora al primo anno di prove, ma i risultati che stiamo osservando sono molto buoni e soddisfacenti – commenta Marcello Grenna, presidente di Coldiretti Savona –. Anche le condizioni ambientali hanno contribuito a favorire l’attività degli organismi utili». Lo stesso Grenna invita però a non trarre conclusioni: «È importante essere prudenti: sarà il lavoro del prossimo anno a dirci quanto questi risultati siano ripetibili e confermabili».
Per il direttore di Coldiretti Savona Antonio Ciotta, il valore del progetto sta «nel mettere alla prova, direttamente nelle aziende, soluzioni che possano essere applicate concretamente dal comparto»; nel prossimo ciclo l’obiettivo è «ripetere quanto osservato e validare i risultati».
Avviato in maggio nell’ambito del Complemento di sviluppo rurale della Regione Liguria 2023-2027, Biofronde ha come capofila Coldiretti Savona e coinvolge il CeRSAA di Albenga, l’organismo di consulenza Psr & Innovazione Liguria, Coldiretti Liguria e le aziende agricole Dondo Tiziano e F.lli Rebora. All’avvio il progetto si era dato un obiettivo preciso: ridurre almeno del 50% i trattamenti fitosanitari convenzionali mantenendo la qualità estetica delle fronde.
