Turismo, quattro anni di governo: il Ministero rivendica oltre 4 miliardi stanziati e presenze record

Nel 2025 l’Italia ha registrato 535,5 milioni di pernottamenti, prima nell’Ue davanti a Spagna e Francia. Nel bilancio del dicastero investimenti per imprese e territori, alloggi per i lavoratori e digitalizzazione.

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Roma. Oltre quattro miliardi di euro stanziati per imprese e territori e un settore che nel 2025 ha raggiunto 535,5 milioni di presenze, conquistando il primo posto nell’Unione europea. Sono i due elementi centrali del bilancio diffuso dal Ministero del Turismo per i quattro anni del governo Meloni: una ricognizione che comprende sostegni alle imprese, interventi nei piccoli Comuni, misure per i lavoratori e sviluppo degli strumenti digitali.

Il record dei pernottamenti è confermato dai dati definitivi illustrati dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli nell’audizione parlamentare del 12 ottobre. Nel 2025 le strutture ricettive italiane hanno registrato 160,8 milioni di arrivi, in aumento del 7,7% sul 2024, mentre le presenze, ossia le notti trascorse dagli ospiti, sono cresciute del 6%. A sostenere maggiormente la domanda è stata la clientela straniera: i suoi pernottamenti sono aumentati dell’8%, contro il 3,5% di quelli dei residenti, e rappresentano il 56,3% del totale.

Le cifre comprendono per la prima volta anche gli alloggi privati in affitto gestiti in forma non imprenditoriale. Per il confronto annuo l’Istat ha ricalcolato anche il 2024 includendo queste strutture: la crescita del 6% riguarda quindi un insieme omogeneo di forme di ospitalità.

PaesePresenze turistiche nel 2025
Italia535,5 milioni
Spagna512,9 milioni
Francia471,7 milioni
Pernottamenti negli esercizi ricettivi. Fonte: Istat, audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, 12 ottobre 2026.

Per i primi nove mesi del 2026 il Ministero indica 523,7 milioni di presenze. Il dicastero collega l’andamento del comparto al Piano strategico del turismo 2023–2027 e alle politiche di qualità dell’offerta, destagionalizzazione e diversificazione delle destinazioni.

Secondo le stime del ministero la spesa dei visitatori stranieri ha toccato i 57 miliardi di euro, con un saldo positivo di 22,7 miliardi, e il turismo vale – considerando anche l’indotto – il 13% del Pil, con oltre 3,3 milioni di occupati.

Imprese, borghi e alloggi per i lavoratori

Nel rendiconto ministeriale, oltre 700 milioni di euro riguardano montagna, siti Unesco, cammini, borghi e sostenibilità. Per il turismo all’aria aperta il bilancio richiama interventi in 170 Comuni. La valorizzazione dei centri minori era stata anche al centro del confronto fra il ministro Gianmarco Mazzi e gli assessori regionali al TTG di Rimini.

Sul lavoro, il Ministero richiama il trattamento integrativo per le prestazioni notturne e festive, la tassazione agevolata delle mance e il piano da 120 milioni per le staff house, gli alloggi destinati ai dipendenti del settore. Fra gli interventi del quadriennio figura inoltre la riforma delle guide turistiche.

Il capitolo digitale comprende il Tourism Digital Hub, per il quale il dicastero riferisce il coinvolgimento di oltre 38 mila operatori, più di 50 mila contenuti e 30 mila offerte turistiche. Nella Banca dati delle strutture ricettive risultano, secondo il bilancio, 735 mila strutture registrate e 667 mila Codici identificativi nazionali rilasciati.

La lettura del ministro e il quadro ligure

Mazzi attribuisce i risultati all’azione dell’esecutivo: «Il turismo italiano macina record grazie al governo Meloni che lo ha posto al centro della sua azione politica, attribuendogli il ruolo di grande ecosistema strategico». Il ministro indica nel comparto una leva di occupazione e sviluppo territoriale: «È un comparto che crea occupazione, sostiene le imprese e genera valore sui territori: per ogni euro investito ne restituisce 2,4 all’economia italiana».

Qualità dell’accoglienza, borghi e continuità delle presenze oltre l’estate sono temi che attraversano anche la programmazione ligure. Al TTG di Rimini la Regione ha presentato la propria strategia per il turismo diffuso e la destagionalizzazione, con tre organizzazioni per la gestione delle destinazioni, investimenti sulla rete di accoglienza e progetti dedicati all’entroterra, all’attività all’aperto e alle identità locali.

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