Rischio idrogeologico, 9,7 milioni alla Liguria: 750mila euro per il torrente Carbuta a Calice Ligure

Le risorse, interamente a carico del bilancio ministeriale, ammontano a 9.740.000 euro. Il viceministro Gava: «L’obiettivo è passare dai fondi ai cantieri in tempi più rapidi»

Banconote euro con una costruzione in stile origami a forma di casa

Calice Ligure. Nel pacchetto da 9.740.000 euro che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica destina alla prevenzione del rischio idrogeologico in Liguria c’è anche un intervento savonese: 750mila euro per la mitigazione del rischio idraulico del torrente Carbuta, a Calice Ligure. In tutto i lavori finanziati sono cinque e interessano le quattro province liguri; le risorse sono interamente a carico del bilancio ministeriale.

L’intervento più consistente, da 3,7 milioni, riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico della paleofrana di Prato Casarile e il riassetto ambientale della testata del bacino del torrente Geirato, nel quartiere genovese di Molassana. Seguono, con 2,5 milioni ciascuno, i lavori sulla frana di via Zanelli a Lerici, nello Spezzino, e la messa in sicurezza del torrente Verbone, nell’Imperiese, fra il ponte Caduti del Lavoro e il confine comunale di San Biagio della Cima. Completano l’elenco, oltre a Calice Ligure, i 400mila euro per il dissesto lungo la provinciale 566 della Val di Vara, in località Sciarpato, nel comune di Sesta Godano.

InterventoComuneImporto
Paleofrana di Prato Casarile e testata del bacino del torrente Geirato (Molassana)Genova3.700.000 €
Frana di via ZanelliLerici (SP)2.500.000 €
Torrente Verbone, dal ponte Caduti del Lavoro al confine comunaleSan Biagio della Cima (IM)2.500.000 €
Rischio idraulico del torrente CarbutaCalice Ligure (SV)750.000 €
Dissesto sulla provinciale 566 della Val di Vara, località SciarpatoSesta Godano (SP)400.000 €

«Risorse importanti per intervenire sui versanti a rischio frana, consolidare le aree instabili e ridurre il rischio idraulico lungo i torrenti, proteggendo il territorio e le infrastrutture – dichiara la viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava –. L’obiettivo è passare dai fondi ai cantieri in tempi più rapidi: le semplificazioni introdotte e il rafforzamento dei poteri del commissario straordinario vanno in questa direzione».

È l’ultimo di una serie di stanziamenti ministeriali per il dissesto ligure: un anno fa erano stati oltre 12 milioni per sette interventi, fra cui il rio Ranzi a Pietra Ligure e opere a Pontinvrea.

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