Alassio, le sculture di Andrea Roggi visibili fino al 9 novembre

Le due opere in bronzo sono approdate ad Alassio con il progetto «Mare Nostrum», inserito in Ligyes 2026, che ha portato le sculture dello scultore toscano lungo la costa ligure da Portofino a Genova

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(Crediti: foto Emerson Fortunato)

Alassio. Restano tre settimane per vedere le due sculture in bronzo di Andrea Roggi installate nei due luoghi simbolo della città: «Immagina un Mondo Nuovo», collocata di fronte al Muretto, e «L’amore genera vita», sul molo Bestoso. Il Comune annuncia che le opere resteranno visibili fino al 9 novembre: la chiusura è anticipata rispetto al 30 novembre annunciato in giugno, all’inaugurazione.

Le due opere sono arrivate ad Alassio con il progetto espositivo «Mare Nostrum», a cura della Galleria Ravagnan di Venezia e inserito in Ligyes – Alassio Genova Cultura Fest, che ha condotto le sculture dello scultore toscano lungo una rotta ideale da Levante a Ponente: da Portofino a Genova fino alla città del Muretto. È il capitolo marino di un percorso avviato con «Terra Mater», in cui il bronzo entra in rapporto con l’acqua e con la luce e il mare viene proposto come spazio condiviso, luogo di contatto fra popoli e culture.

«Immagina un Mondo Nuovo» è composta da figure umane che si tengono per mano fino a comporre una grande struttura sferica. È realizzata con la «fusione dinamica», tecnica messa a punto dall’artista in cui in alcuni punti le figure si saldano l’una all’altra fino a diventare un’unica superficie dalla texture magmatica. La sfera richiama insieme il pianeta e il frutto dell’ulivo, simbolo di pace.

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(Crediti: foto Emerson Fortunato)

«L’amore genera vita» si inserisce invece nel tema dell’Albero della Vita, centrale nella poetica di Roggi. Le radici rappresentano il passato – la memoria, la cultura, la tradizione –, il tronco il presente, l’unico tempo in cui si può agire e scegliere, e prende forma nell’unione di due figure antropomorfe; rami e frutti si aprono verso il futuro.

Nato a Castiglion Fiorentino nel 1962 e cresciuto nella campagna della Val di Chiana, Roggi è arrivato alla scultura dopo le prime esperienze nella pittura, individuando nel bronzo il proprio mezzo espressivo; nel 1991 ha fondato il laboratorio dove ancora oggi prendono forma le sue opere, e dal 2017 ha affiancato al bronzo il marmo. La sua ricerca ruota attorno al rapporto fra uomo, natura e spiritualità, con alberi simbolici, figure sospese e intrecci che sembrano sfidare la gravità; le sue sculture monumentali sono state esposte in sedi museali e spazi pubblici in Italia e all’estero.

All’inaugurazione, lo scorso 6 giugno, era stata svelata anche una piccola opera firmata dall’artista, collocata in modo permanente sul Muretto accanto alla statua degli Innamorati.

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