Garlenda, la piazza di Borgata Ponte verso la casa comunale: l’obiettivo è celebrarvi i matrimoni civili

Il primo «Garlenda Destination Wedding Open Day» ha trasformato la piazza in una location da cerimonia: il sindaco Alessandro Navone annuncia il percorso per renderla sede di matrimoni civili e punta a riaprire nel 2027 anche il Castello, che è già casa comunale

(Crediti: foto Monica Napoletano)
(Crediti: foto Monica Napoletano)

Garlenda. La piazza di Borgata Ponte potrebbe diventare il luogo in cui sposarsi. L’amministrazione comunale sta lavorando perché le venga riconosciuta la qualifica di casa comunale, cioè di sede in cui è possibile celebrare matrimoni civili: l’annuncio è del sindaco Alessandro Navone al termine del primo «Garlenda Destination Wedding Open Day», l’iniziativa che per una giornata ha allestito la piazza come una location da cerimonia, con la platea per gli invitati, l’arco floreale e i lampadari sospesi fra i portici.

«L’allestimento, la creatività dei professionisti coinvolti e la possibilità di offrire servizi integrati hanno dimostrato tutte le potenzialità della piazza come una location di grande fascino, anche per cerimonie simboliche che sono molto di moda», afferma Navone. «Il progetto ha già basi solide perché parte da una proposta di operatori locali»: il riferimento è a Catelier Flower e Design e al salone Lisa & Sonia, entrambi di Garlenda, che lavorano a eventi in tutta la provincia e per l’occasione hanno riunito altri professionisti del settore.

Che cosa offre la piazza

La prova sul campo, spiega il sindaco, ha mostrato che «la platea per gli invitati alla cerimonia può essere allestita comodamente, gli sposi possono arrivare direttamente in auto, come accaduto per le spose-modelle che hanno sfilato su Fiat 500 e auto d’epoca», e che ci sono spazi per l’intrattenimento e, a poca distanza, scenari per le fotografie. Quella della Fiat 500 non è una scelta casuale: è la stessa piazza in cui ogni estate si festeggia il compleanno dell’utilitaria durante il Meeting internazionale che richiama a Garlenda centinaia di equipaggi.

Il pubblico a cui il progetto guarda, prosegue Navone, è anche quello dei turisti stranieri, «un mercato di coppie che vedono nella Liguria una location di fascino per il loro matrimonio». Accanto alla piazza, l’amministrazione conta di rimettere a disposizione un’altra sede: «Stiamo lavorando per riaprire nel 2027 anche il Castello, che è già casa comunale».

Il fronte dei Comuni

«La sfida ora è trasformare queste potenzialità in un progetto concreto di promozione turistica capace di generare nuove opportunità per le attività locali», afferma il sindaco, che annuncia una collaborazione con Alassio — il vicesindaco Angelo Galtieri ha dato disponibilità, portando l’esperienza già maturata dalla città, che nel luglio scorso ha fatto del destination wedding un proprio prodotto turistico — e una sinergia con i Comuni della vallata: hanno espresso interesse Villanova d’Albenga, Ortovero e Testico.

Alla giornata hanno partecipato, per Garlenda, la vicesindaco Giorgia Ranzini, l’assessore Francesco Cappato e i consiglieri Emanuel Simone, Veronica Cassiano, Luigi Tezel e Bruno Robello De Filippis; per gli altri Comuni, il sindaco di Testico Lucia Moscato, la vicesindaco di Ortovero Mariagrazia Timo e il consigliere di Villanova d’Albenga Andrea Molinari.

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