Cairo Montenotte. Lo sportello del Centro unico prenotazioni dell’ospedale San Giuseppe è chiuso da alcuni giorni: sulla porta l’Asl ha affisso un cartello che invita a rivolgersi alla Radiologia per i pagamenti e all’ufficio di Carcare, alle farmacie e ai servizi telefonici o telematici per le prenotazioni. A chiederne la riapertura immediata sono Giorgia Ferrari, capogruppo consiliare di «Cairo in comune», e Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo i quali l’interruzione è avvenuta «senza preavviso e senza neppure comunicare una data di riapertura».
Nell’elenco degli sportelli polifunzionali dell’Asl 2, aggiornato il 7 ottobre, per il distretto Valbormida compare in effetti il solo ufficio di Carcare, in via del Collegio 18, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 e il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 16.30. Per prenotare visite ed esami restano attivi il Cup regionale al numero 010 5383400, le farmacie convenzionate, le medicine di gruppo e gli studi medici, il portale prenotosalute.regione.liguria.it e l’applicazione SaluteSimplex.
Sono proprio queste alternative, sostengono i due, a non funzionare per la platea che usava lo sportello di Cairo: «La sospensione del servizio di prenotazione in ospedale provoca notevoli problemi, soprattutto alle persone anziane, fragili e sole, che non possono recarsi a Carcare, non hanno dimestichezza con i sistemi di prenotazione telefonica e ancor meno telematica», afferma Ferrari. «Inoltre i pazienti non esenti da ticket, qualora prenotino un appuntamento attraverso le farmacie, devono pagare un contributo di due euro in più, salvo recarsi in un secondo momento presso la radiologia dell’ospedale, con ulteriore disagio e dispendio di tempo».
Con la consigliera comunale Lisa Tortarolo, Ferrari ha presentato un’interrogazione al sindaco di Cairo Montenotte per chiedere che il Comune si impegni a sollecitare la riapertura dello sportello.
La richiesta dei due è che il Cup torni a funzionare «con il consueto orario e senza alcuna riduzione, poiché una riapertura parziale non eliminerebbe il disagio, ma al contrario creerebbe ancora maggiore confusione nei pazienti». La chiusura, aggiungono, «rappresenta un grave colpo all’assistenza sanitaria pubblica in Val Bormida, già messa a dura prova dai tagli degli ultimi anni che hanno impoverito l’offerta complessiva»: di qui l’appello a Regione e Asl perché si attivino «rapidamente per risolvere questo problema, vissuto quotidianamente da centinaia di persone».
Sulla sanità valbormidese Casella era già intervenuto in estate, raccogliendo l’appello del locale comitato sanitario con cinque proposte per migliorare i servizi, e a luglio aveva portato in Consiglio regionale l’ordine del giorno, approvato all’unanimità, sull’indirizzamento delle ambulanze ai punti di primo intervento di Albenga e Cairo.
