Genova. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato in Regione due interrogazioni scritte, una sulla procedura per il nuovo inceneritore e una sullo studio epidemiologico in Val Bormida, la zona che potrebbe ospitare l’impianto.
«Regione Liguria continua a negare l’accesso agli atti sulla procedura per l’inceneritore o a rallentare gli studi sulla salute dei cittadini, che potrebbero confermare la pericolosità degli impianti inquinanti sulla salute delle persone», dichiarano il consigliere regionale Jan Casella e la capogruppo Selena Candia.
Secondo i due consiglieri, nei giorni scorsi il direttore dell’Agenzia regionale per i rifiuti ha respinto la loro richiesta — la seconda in due mesi — di ricevere la documentazione consegnata alla giunta sull’impianto per la chiusura del ciclo, «nonostante l’assessore Giampedrone abbia dichiarato conclusi i lavori della commissione».
«La Regione si rifiuta di fornirci l’elenco dei soggetti che hanno presentato entro il 20 luglio le proposte per la realizzazione dell’inceneritore, con l’indicazione del luogo, della dimensione e della tariffa per il conferimento dei rifiuti urbani — proseguono —. Lo stesso rifiuto riguarda anche l’esito dei lavori della commissione di valutazione, che sono già stati trasmessi alla giunta regionale. Secondo l’Arlir, la nostra richiesta sarebbe del tutto inutile e priva di interesse attuale, diretto e concreto. Crediamo che questo giudizio spetti ai cittadini, che hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo su un tema così importante».
Lo studio sulla Val Bormida
La seconda interrogazione riguarda lo studio epidemiologico sulla Val Bormida savonese. «Lo scorso 10 marzo il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità due proposte per realizzarlo, con l’obiettivo di individuare le patologie più frequenti e l’indice di mortalità, risalendo alle eventuali cause e rendendone pubblici i risultati — ricordano Casella e Candia —. Trascorsi più di sette mesi, nessun risultato è stato ancora diffuso. Abbiamo presentato un’interrogazione per accelerare la pubblicazione e per chiedere con chiarezza la data ufficiale in cui questo studio sarà disponibile».
L’approfondimento, sostengono, è «fondamentale per capire le ripercussioni dell’industrializzazione selvaggia e dell’inquinamento su un territorio che ha pagato tantissimo in termini di salute, vite umane e ambiente».
