Genova. Ricercatori, innovatori e maker liguri saranno fra i protagonisti della quattordicesima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, in programma dal 23 al 25 ottobre negli spazi del Gazometro Ostiense, a Roma. La manifestazione è promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma e raccoglie le attività di ricerca e sperimentazione di maker provenienti da tutta Italia e da decine di Paesi.
La Liguria è presente con nove progetti. Il più corposo è quello dell’Università di Genova, che porta in fiera le proprie 32 infrastrutture di ricerca — laboratori, tecnologie e competenze aperti a imprese, enti pubblici, startup e professionisti per misurare, analizzare, simulare e testare prototipi — a cura del settore Trasferimento tecnologico e rapporti con le imprese.
Dalla medicina ai beni culturali
Ghost Tumor, dell’équipe di Gilberto Filaci dell’Università di Genova, fa toccare lo «scheletro fantasma» di un tessuto privato delle cellule — l’impalcatura di proteine che nei tumori diventa una fortezza rigida in cui la malattia si nasconde al sistema immunitario — e propone una postazione interattiva sui modelli 3D dell’immunoterapia. SIM4CVRE, degli ingegneri biomedici del Dibris con Serena Ricci, Maura Casadio, Camilla Pierella e Matteo Moro, usa la realtà virtuale per riabilitazione, formazione sanitaria e interazione uomo-robot: si può partecipare a un incontro di scherma in carrozzina, vestire i panni di medici e infermieri, visitare una camera iperbarica e comandare un braccio robotico.
Heritage-Lab, laboratorio dell’ateneo genovese nato dall’incontro fra scienza, archeologia e architettura, porta prototipi in realtà aumentata, stampe 3D e visori: usa modelli tridimensionali e rilievi laser per restauri, archeologia preventiva e musei, ed è presentato da Stefano Schiaparelli, Stefano Musso, Fabrizio Benente e Lara La Tessa.
Sicurezza sul lavoro, ambiente e scuola
L’Istituto italiano di tecnologia di Genova, con Inail e il team di Jesús Ortiz, presenta due progetti sulla sicurezza di chi lavora: i next-gen occupational wearables, cioè gli esoscheletri XoTrunk e la tuta flessibile FleXoTrunk per chi solleva e movimenta carichi, e un airbag da indossare per chi lavora in quota, sviluppato con Sergio Leggieri e Jamil Ahmad, che distingue le cadute vere dai movimenti normali e in pochi millisecondi gonfia la protezione attorno a torace, fianchi, spalle e collo.
Dal FabLab di Imperia arriva MeshBee, un’arnia smart a basso costo che monitora la salute degli alveari e invia i dati a lunga distanza attraverso la rete mesh Meshtastic, anche dove non arrivano wi-fi né copertura telefonica. Precious Plastic Genova propone un approccio low-tech e open source al riciclo della plastica, con i rifiuti prodotti sul territorio che diventano arredo urbano e oggetti d’uso e dispositivi connessi che mettono in rete le comunità del riciclo.
C’è infine un progetto scolastico: la Submerged Meducamera del team Giuggiole del liceo scientifico Cassini di Sanremo, una fotocamera robotizzata alimentata dal sole che dal fondale scatta un’immagine al minuto e la invia a un computer in spiaggia, dove l’intelligenza artificiale riconosce e conta le meduse: i bagnanti vengono avvisati con un codice semaforico e segnali acustici, mentre i dati confluiscono nei database del monitoraggio ambientale.
