Porto di Genova, le ipotesi del nuovo piano regolatore: depositi chimici verso Porto Petroli e yacht al Molo Giano

Fra gli scenari allo studio anche la riconversione dell’ex centrale termoelettrica a carbone in un hub per la produzione di energia a basso impatto, con il recupero del patrimonio di archeologia industriale.

Prp porto di Genova

Genova. Logistica energetica, nautica di alta gamma e rapporto fra porto e città: sono i tre fronti attorno a cui si sono mossi gli incontri di lunedì 12 ottobre organizzati dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale nell’ambito del percorso di confronto sul nuovo Piano regolatore portuale. Al mattino il tavolo ha coinvolto Assocostieri, con Dario Soria; nel pomeriggio si sono susseguiti la Camera di Commercio di Genova, Confcommercio, Genova4Yachting e Astoi.

Sul versante energetico le ipotesi allo studio prevedono la delocalizzazione dei depositi chimici di Multedo all’interno dell’area di Porto Petroli, mantenendo le tre banchine esistenti e riorganizzando le aree a terra e i collegamenti logistici di ultimo miglio. L’obiettivo dichiarato è ottimizzare la configurazione degli spazi e accompagnare l’evoluzione della logistica energetica, compresa quella legata ai nuovi combustibili, senza rinunciare alla vocazione polifunzionale dello scalo; allo sviluppo si accompagnerebbero interventi di mitigazione ambientale e paesaggistica, fra cui la realizzazione di aree verdi pubbliche.

Un secondo nodo riguarda l’ex centrale termoelettrica a carbone, di cui il Piano considera la possibile riconversione in un hub energetico per la produzione di energia a basso impatto destinata alle esigenze portuali, con una prospettiva di estensione anche al contesto urbano, affiancata dalla valorizzazione del patrimonio architettonico e di archeologia industriale. È parte di una visione più ampia, spiegano dall’Autorità portuale, che punta a recuperare i siti di maggiore interesse storico oggi collocati dentro il perimetro operativo del porto e a renderli accessibili al pubblico senza interferire con le attività dello scalo.

Il nodo della nautica e il Molo Giano

Il confronto pomeridiano si è concentrato sulle opportunità di crescita della nautica da diporto e del refitting di grandi yacht, un segmento in espansione in cui Genova punta a rafforzare la propria presenza internazionale anche nella fascia delle imbarcazioni oltre i cento metri. Fra le priorità emerse figura una più netta distinzione funzionale fra attività nautiche e riparazione navale, che comportano lavorazioni e condizioni operative non sempre compatibili.

In questo quadro si collocano le ipotesi sul Molo Giano: il possibile trasferimento dei circoli nautici oggi presenti verso una darsena più adatta alle loro esigenze consentirebbe di riconvertire gli spazi liberati a nuove attività, fra cui l’allestimento finale degli yacht e le lavorazioni di interni. Nel corso degli incontri sono stati sottolineati anche il ruolo dell’accessibilità stradale e ferroviaria e delle infrastrutture digitali, e l’importanza di un Piano flessibile, fondato su interventi concreti e sulla capacità di valorizzare le attività che generano occupazione e valore aggiunto.

Prp porto di Genova

Le parole del presidente e i tempi

«Il Piano regolatore richiede di compiere scelte sulla destinazione degli spazi, tenendo conto dell’evoluzione dei mercati e delle esigenze operative delle diverse attività — ha dichiarato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli —. Questo significa, da un lato, accompagnare la trasformazione della logistica energetica, dall’altro creare condizioni più funzionali per sviluppare settori come la nautica di alta gamma e il refitting dei grandi yacht, distinguendo attività che hanno necessità operative differenti. Allo stesso tempo, il recupero di strutture come l’ex centrale termoelettrica può aprire prospettive che vanno oltre la funzione originaria, dalla produzione di energia a basso impatto alla valorizzazione del patrimonio storico-portuale».

Dagli incontri, riferisce l’Autorità portuale, è emersa una valutazione positiva di un’impostazione che affianca allo sviluppo dei traffici interventi di co-pianificazione, con l’obiettivo di generare nuove opportunità economiche e insieme restituire alla città spazi oggi solo parzialmente accessibili. L’AdSP resta aperta a osservazioni e proposte, che i soggetti interessati possono trasmettere entro il 15 novembre: dopo quella scadenza gli uffici tecnici procederanno alle valutazioni e si avvieranno i passaggi con gli enti territoriali, in vista della deliberazione del Comitato di gestione sulla pre-adozione del Piano.

Annuncio affiliato