Economia e immigrazione, in provincia di Savona 4.692 imprenditori nati all’estero: +28% in dieci anni

Il rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi al Cnel, attribuisce alla Liguria quasi sei miliardi di valore aggiunto prodotto da lavoratori stranieri: l’11,1% del totale regionale, sopra la media italiana.

giovane al lavoro

Savona. In provincia di Savona gli imprenditori nati all’estero sono 4.692, il 12,8% di tutti gli imprenditori attivi sul territorio, e nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 28,4% mentre quelli nati in Italia calavano del 12,3%. È uno dei dati provinciali del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi al Cnel.

Sul fronte fiscale, i contribuenti savonesi nati all’estero risultano 26.532, il 12,6% del totale provinciale. Il divario di reddito resta marcato: la media dichiarata è di 16.660 euro contro i 27.230 dei contribuenti nati in Italia, con un’Irpef media rispettivamente di 2.800 e 5.850 euro. Gli stranieri residenti in provincia al 1° gennaio 2025 erano 24.801, pari al 9,3% della popolazione: l’incidenza più bassa fra le quattro province liguri, dove il primato spetta a Imperia con il 14,5%.

Allargando lo sguardo alla Liguria, i 76mila occupati stranieri generano secondo la Fondazione un valore aggiunto di quasi sei miliardi di euro, pari all’11,1% della ricchezza prodotta in regione: una quota superiore alla media nazionale. Gli imprenditori immigrati in Liguria sono 30.791, il 15,5% del totale, in crescita del 37,6% in dieci anni a fronte di un arretramento del 10,9% degli imprenditori nati in Italia.

Il quadro nazionale

A livello italiano il rapporto stima in 2,6 milioni gli occupati di origine immigrata, il 10,7% del totale, per un valore aggiunto di circa 196 miliardi di euro — il 9,7% della ricchezza nazionale — con quote superiori alla media in agricoltura (21,3%), edilizia (18,4%) e ristorazione (14,4%). I contribuenti nati all’estero sono 5,2 milioni, hanno dichiarato quasi 88 miliardi di redditi e versato 12,6 miliardi di Irpef.

Il passaggio più discusso del rapporto è il bilancio per le casse pubbliche: mettendo a confronto entrate — gettito fiscale e contributivo — e uscite per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza, la Fondazione calcola un saldo netto positivo di un miliardo di euro, con 45 miliardi di entrate contro 44 di spesa. Gli imprenditori nati all’estero in Italia sono quasi 796mila, il 10,8% del totale, cresciuti del 21,3% nel decennio mentre quelli nati in Italia diminuivano del 5,2%; a trainare, secondo la Fondazione, sono le comunità cinese e romena.

Il rapporto lega questi numeri alla demografia: l’Italia registra un saldo naturale negativo dal 2007, e la popolazione straniera lo attenua grazie a un’età media più bassa — 36,5 anni contro 47,3 — e a una natalità maggiore. Secondo le stime Unioncamere-Excelsior citate nel documento, nel quinquennio 2025-2029 serviranno circa 3,7 milioni di occupati, in buona parte per sostituire i pensionamenti.

Le criticità segnalate

Accanto ai dati macroeconomici, la Fondazione Leone Moressa segnala il persistere di quelle che definisce «profonde criticità»: l’occupazione straniera in Italia resta fortemente polarizzata e «segregata» in professioni non qualificate e in settori a forte intensità di manodopera, con un divario marcato a sfavore della componente femminile. Per mantenere nel lungo periodo i benefici descritti, avverte il rapporto, sarà necessario aumentare la produttività dei lavoratori stranieri anziché relegarli alle mansioni meno qualificate. Il divario di reddito rilevato nel Savonese — oltre diecimila euro di differenza nella media dichiarata — è una delle misure locali di quella polarizzazione.

Il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione è pubblicato dal 2011 dalla Fondazione Leone Moressa, nata da un’iniziativa dell’Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre Cgia, per i tipi del Mulino. L’edizione 2026 è realizzata con il contributo della Cgia di Mestre e con il patrocinio di Confartigianato Imprese, Oim, Maeci, Oil e Cnel.

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