Disturbi alimentari, in Liguria la prima visita arriva dai 7 ai 40 giorni. Ioculano: «Tagliato il fondo nazionale»

In Consiglio regionale il confronto sui tempi di accesso alle cure per i disturbi del comportamento alimentare: Enrico Ioculano denuncia la riduzione delle risorse statali a 500mila euro l'anno, l'assessore Nicolò rivendica che in Liguria prima visita e presa in carico coincidono

Consiglio Regione Liguria

Genova. In Liguria il tempo che intercorre tra la richiesta e la prima visita per i disturbi del comportamento alimentare va dai 7-15 giorni dell’Area 5 Spezzina ai circa 40 giorni dell’Area 1 Imperiese. I dati sono stati letti in aula dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, rispondendo a un’interrogazione presentata in Consiglio regionale da Enrico Ioculano (Pd) sui tempi di accesso alle cure alla luce dei tagli operati a livello nazionale.

Questo il quadro dei tempi medi di attesa per la prima visita nelle cinque aree sanitarie liguri:

AreaTempo medio per la prima visita
Area 1 Imperiesecirca 40 giorni
Area 2 Savonese15 giorni
Area 3 Genovese25 giorni
Area 4 Chiavarese20-30 giorni
Area 5 Spezzina7-15 giorni

I casi di particolare gravità, ha precisato l’assessore, accedono in tempi più brevi. Nicolò ha spiegato che nei servizi liguri la prima visita e la presa in carico non sono due momenti distinti, separati da una seconda attesa: quando dalla prima visita emerge la necessità di un percorso di cura, la presa in carico decorre da quel momento. Il tempo che intercorre tra la richiesta e la prima visita corrisponde quindi, a tutti gli effetti, al tempo di accesso alle cure.

In alcuni casi l’inquadramento diagnostico, che in questo ambito è multidimensionale – psicologico-psichiatrico, nutrizionale, internistico – richiede un secondo appuntamento: viene fissato direttamente dal servizio, senza che la persona esca dal percorso.

La variabilità tra territori, ha riconosciuto l’assessore, esiste e non viene sottaciuta: l’istituzione dell’Ats unica è lo strumento indicato per ricondurre tutti i servizi a un modello di accesso omogeneo, allineato alle aree che oggi rispondono nei tempi più brevi.

L’interrogazione di Ioculano e i tagli al fondo nazionale

Ioculano ha chiesto alla giunta i tempi medi di attesa per l’accesso alla prima visita diagnostica con presa in carico, ricordando che, nonostante la crescente rilevanza dei disturbi del comportamento alimentare in Italia, la misura temporanea di 10 milioni di euro è stata sospesa dal Governo, con la motivazione della mancata spesa integrale da parte delle Regioni, dovuta – secondo il consigliere – all’impossibilità di programmare assunzioni e interventi strutturali.

Il consigliere del Partito democratico ha inoltre denunciato che nel triennio 2025-2027 la copertura finanziaria è stata ridotta a 500mila euro all’anno su scala nazionale, destinati esclusivamente a campagne di informazione e comunicazione anziché al rafforzamento della rete pubblica dei servizi di cura, e che 16 prestazioni non sono state inserite nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, come era stato annunciato.

Sul fronte delle risorse statali, Nicolò ha risposto che la Liguria sostiene da sempre, in sede di Commissione Salute, l’esigenza di risorse strutturali e non temporanee per la rete dei servizi dedicati ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

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