Detenuti con patologie psichiatriche trasferiti fra le regioni, Vaccarezza: «Prontuari diversi, serve intervenire»

Gli istituti liguri dipendono dal Provveditorato di Torino, competente anche per Piemonte e Valle d’Aosta: i trasferimenti fra le tre regioni sono prassi ordinaria, ma i servizi sanitari regionali sono diversi.

Nella foto: Angelo Vaccarezza (FI), Consigliere Regione Liguria

Genova. Gli istituti penitenziari liguri dipendono dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria con sede a Torino, competente anche per Piemonte e Valle d’Aosta, e i trasferimenti di persone detenute fra le tre regioni sono prassi ordinaria. Ma i tre territori sono serviti da sistemi sanitari regionali diversi, e il capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza ha portato in Consiglio regionale, con un’interrogazione, il problema che ne deriva per le persone detenute con patologie psichiatriche: la disomogeneità delle procedure nella somministrazione dei farmaci.

«La disomogeneità delle procedure sanitarie tra regioni in materia di somministrazione dei farmaci ai detenuti, con le conseguenti possibili variazioni nella terapia farmacologica erogata, riconducibili a differenze tra i prontuari terapeutici o tra le procedure regionali di fornitura e somministrazione — dichiara Vaccarezza —, può incidere sulla gestione quotidiana degli istituti e concorrere a determinare situazioni di tensione». Il consigliere ha richiamato l’ordine del giorno a sua prima firma, approvato all’unanimità dal Consiglio il 25 giugno 2025, che chiedeva la riattivazione di un Provveditorato autonomo per la Liguria.

L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha risposto riferendo quanto appreso dalla direzione del Provveditorato: l’episodio richiamato nell’interrogazione ha riguardato un detenuto in procinto di essere trasferito al penitenziario della Valle d’Aosta che, opponendosi al cambio di istituto, avrebbe aggredito l’agente di polizia penitenziaria intervenuto per dare corso al trasferimento.

Sul nodo dei prontuari, l’assessore ha spiegato che l’acquisto dei farmaci avviene tramite gare su base regionale e può quindi dare esiti diversi fra regioni, «in particolare per quanto riguarda i farmaci equivalenti e solo rispetto alla ditta produttrice», mentre sono molto più rare le differenze sulla disponibilità dei principi attivi. Nicolò ha comunque assicurato che la questione è stata portata a livello interregionale, coinvolgendo i vertici del Provveditorato, e che sarà affrontata nella Commissione permanente per la sanità penitenziaria delle regioni interessate.

L’iniziativa, spiega Vaccarezza, nasce dalla visita al carcere di Sanremo del 13 agosto scorso, organizzata dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe, alla quale avevano partecipato anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa, il deputato Roberto Bagnasco, gli assessori regionali Claudia Morich e Marco Scajola e i consiglieri Chiara Cerri e Carlo Bagnasco. In quell’occasione, ricorda il capogruppo, erano emerse «gravi criticità» delle strutture carcerarie liguri: sovraffollamento, carenza di personale, assenza di un istituto penitenziario in provincia di Savona e l’accorpamento del Provveditorato.

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