Ottobre De Andrè 2026: Gran concerto per Don Gallo con l’ottimo Luca Bassanese

di Alfredo Sgarlato – Il commosso omaggio all’amico Aldo Ascolese da poco scomparso apre la nuova edizione di Ottobre De Andrè. Il Gran Concerto per Don Gallo è totalmente affidato al musicista Luca Bassanese con la sua Piccola Orchestra Popolare. Cantautore vicentino, Bassanese ha un’estensione vocale notevolissima e forte una presenza scenica, guida da prezioso entertainer un gruppo di musicisti affiatati. Si accompagna con la fisarmonica cantando canzoni impegnate, che affrontano temi attuali come la fuga dei giovani all’estero, il conformismo, l’ambiente, brani spesso pervasi da una profonda spiritualità laica. La musica è un folk rock cadenzato da ritmi balcanici, giamaicani, di taranta, che scioglie il pubblico in lunghi applausi; quella della Piccola Orchestra Popolare è una miscela che funziona molto bene, la fusione di musica locale e globale è la chiave che apre al pubblico di tutto il mondo, e i ritmi tradizionali, specie se in tempi dispari o in levare, sono nati per far ballare.

Bassanese è un leader nato, ma la presenza scenica non manca nemmeno ai suoi collaboratori, brava la seconda voce Elodie Lebigre, che ha un momento solista con “Cu te lu dissi” della magnifica Rosa Balistreri, sono validi solisti il chitarrista, e coautore delle canzoni Stefano Florio e il trombettista Domenico De Nichilo; una macchina da guerra, anzi da pace, la sezione ritmica Paolo Cecchin al basso e Alassane Ndiaye alla batteria. Luca ha condiviso molte battaglie con Don Gallo, a cui ha dedicato la sentita “Ho conosciuto un uomo”, altri due omaggi sono a De Andrè ovviamente, con un’incalzante “Bocca di rosa” e al padre di tutti i cantautori Domenico Modugno con “Malarazza”, un esempio di canzone d’autore che diventa un tradizionale, oltre al finale con una trascinante “Bella ciao”, col musicista che saluta sventolando una bandiera con un grande cuore.

Nemo propheta in patria si dice, e vale anche per Luca Bassanese, molto più seguito all’estero che da noi: vedendolo sul palco ci si chiede come mai sia possibile , ma quello della musica è anche un mercato e il mercato, si sa, è miope. Hanno visto lungo invece i Fieui di caruggi portando ad Albenga un ensemble di musicisti genuini e talentosi, che avrebbero funzionato ancora meglio in piazza che in teatro, ma chi avrebbe immaginato un Ottobre dalle temperature così estive, che Bassanese e i suoi ottimi musicisti hanno ulteriormente scaldato?

*Foto di Roberto Ruaro

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