“La diffusione degli atti aziendali di AOM e ATS, i Piani di organizzazione aziendale, prima dell’approvazione del Piano sociosanitario regionale e senza il confronto richiesto dalle opposizioni è una scelta politicamente gravissima. Si procede sull’organizzazione della sanità ligure mentre il documento che dovrebbe definirne gli indirizzi per il periodo 2026-2030 non è ancora stato approvato”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i gruppi di opposizione in Consiglio regionale.
“Ancora prima della pausa di agosto del Consiglio e delle commissioni, avevamo chiesto audizioni e un confronto nel merito proprio su questi atti. La risposta è stata procedere comunque, senza consentire la discussione richiesta. Nel frattempo, la maggioranza non è riuscita ad approvare il Piano sociosanitario entro settembre e ne ha rinviato l’esame a fine ottobre.
Nell’anno della riforma sanitaria così contestata si arriva così a un’inversione della logica della programmazione: prima vengono diramati i piani aziendali, poi si discuterà il Piano sociosanitario con il quale dovrebbero essere coerenti. Il Consiglio regionale viene messo davanti a scelte già definite, mentre dovrebbe poter discutere gli indirizzi e verificare come questi si traducano nell’organizzazione dei servizi.
Non vengono ignorate soltanto le opposizioni. Le criticità sollevate dai medici, le mobilitazioni delle organizzazioni sindacali e le osservazioni degli ordini professionali richiedono risposte nel merito. Chi lavora nella sanità e nel sociale e chi ne conosce quotidianamente i problemi deve essere ascoltato prima che le decisioni vengano assunte.
Anche le direzioni generali hanno il dovere di spiegare le proprie scelte e rispondere delle lacune che contestiamo in questi documenti. È inaccettabile che una delle direttrici generali, dalla sua nomina, non si sia mai presentata in audizione nella commissione competente e che si continui a procedere senza il confronto richiesto.
È il metodo Bucci-Nicolò: decidere e poi pretendere che gli altri prendano atto. Ma dietro gli atti aziendali ci sono scelte che riguardano reparti, personale, servizi e accesso alle cure. Nascondersi dietro questioni tecniche non cancella la responsabilità politica di un centrodestra incapace di dialogare con il mondo sanitario e con il Consiglio regionale.
Chiediamo che le direzioni generali vengano in commissione a illustrare gli atti e a rispondere alle osservazioni, e che la Giunta chiarisca come intenda garantirne la coerenza con il Piano sociosanitario ancora da approvare.
Abbiamo immediatamente scritto all’assessore Nicolò chiedendogli di intervenire presso le direzioni generali di AOM e ATS affinché siano ritirati gli atti aziendali fino alla conclusione del percorso di confronto in II Commissione Salute e Sicurezza Sociale, che le opposizioni hanno richiesto da oltre due mesi. Le direzioni generali devono illustrare gli atti e rispondere alle osservazioni, mentre la Giunta deve chiarirne la coerenza con il Piano sociosanitario ancora da approvare e con le linee della riforma stessa. Come opposizioni valuteremo tutte le iniziative politiche e istituzionali necessarie a tutelare il ruolo del Consiglio e a ottenere un confronto reale sul futuro della sanità ligure”.
La nota è firmata dai consiglieri regionali d’opposizione: Andrea Orlando (Gruppo Partito Democratico), Giovanni Battista Pastorino (Gruppo Andrea Orlando Presidente), Armando Sanna (Gruppo Partito Democratico), Roberto Arboscello (Gruppo Partito Democratico), Carola Baruzzo (Gruppo Partito Democratico), Simone D’Angelo (Gruppo Partito Democratico), Enrico Ioculano (Gruppo Partito Democratico), Davide Natale (Gruppo Partito Democratico), Katia Piccardo (Gruppo Partito Democratico), Federico Romeo (Gruppo Partito Democratico), Selena Candia (Gruppo Alleanza Verdi Sinistra), Jan Casella (Gruppo Alleanza Verdi Sinistra), Stefano Giordano (Gruppo Movimento 5 Stelle).
