In Consiglio regionale con 17 voti a favore e 9 contrari è stato approvato, col parere favorevole dell’Assessore al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone, l’ordine del giorno 400, presentato da Federico Bogliolo (Vince Liguria), che impegna la Giunta, preso atto della proroga concessa dalla Regione a istituire, d’intesa con il Comune di Genova, un tavolo istituzionale permanente specificamente ed esclusivamente finalizzato a sbloccare e realizzare il nuovo impianto di termovalorizzazione e a chiudere il ciclo dei rifiuti a Genova, che produce la maggior parte dei rifiuti in Liguria.
Nel documento si rileva che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti individua nella realizzazione dell’impianto un tassello fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria, riducendo la dipendenza dalle discariche e i costi di gestione e che l’assessora all’Ambiente del Comune di Genova ha chiarito la posizione della Giunta comunale in merito alla recente gara esplorativa della Regione, mostrando un’apertura e specificando che la non partecipazione dell’azienda pubblica AMIU alla gara è dovuta solo a vincoli di tempo e requisiti tecnici del bando che la società non poteva soddisfare e che ha espresso la piena apertura del Comune a valutare soluzioni per la chiusura del ciclo, dichiarandosi pronta a considerare percorsi alternativi (come la finanza di progetto) capaci di tutelare il ruolo di AMIU e la sostenibilità economica per i cittadini.
Bogliolo ha sottolineato che i 2/3 dei rifiuti da conferire nel termovalorizzatore sono prodotti dal Comune di Genova.
Simone D’Angelo (Pd) ha detto: «Sul tema dei rifiuti il governo regionale è totalmente allo sbando. La Tari è aumentata ogni anno durante gli 8 anni in cui il presidente della Regione è stato sindaco di Genova. È surreale che la maggioranza impegni la Giunta a fare un tavolo dopo che il bando per il termovalorizzatore è uscito».
Anche Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha contestato i tempi di richiesta del tavolo. Pastorino ha rimarcato che un impianto TMB (Trattamento Meccanico-Biologico), tecnologia per la il trattamento dei rifiuti indifferenziati, avrebbe migliorato la situazione e ha aggiunto: «Follia pensare di mettere il termovalorizzatore in Val Bormida, dove già c’è il più alto tasso di malattie oncologiche».
Secondo Armando Sanna (Pd) l’ordine del giorno è strumentale, ribalta le responsabilità della Giunta sul Comune di Genova.
Matteo Campora (Vince Liguria) harichiamato il fatto che è bene basarsi sui numeri, soprattutto quando si parla di rifiuti: «La differenziata a Genova è salita dal 34% del 2015 al 53% del 2025. Genova deve ospitare un impianto di chiusura del ciclo, anche perché Scarpino è la più grande discarica montana d’Europa».
Lilli Lauro (FdI) ha rimarcato che la Regione si mette a disposizione per la sintesi del trattamento finale di 450mila tonnellate di rifiuti. «Le tasse aumentano e siamo costretti a portare i rifiuti in altre regioni, quindi occorre trovare una strategia: il mondo moderno tratta i rifiuti e produce energia attraverso i rifiuti. Chiudere il ciclo consentirebbe di contenere i costi».
Secondo Davide Natale (Pd) la pianificazione regionale dei rifiuti è fallita e a dirlo sono i dati regionali: «Al 2026 i rifiuti prodotti sono 260.000 tonnellate».
Roberto Arboscello (Pd) ha rilevato: «La vicenda ricorda quella del rigassificatore, dove il centro destra ha fallito. I comuni interessati dalla vicenda del termovalorizzatore in Valbormida, dove il territorio ha reagito in modo molto compatto, sono di centro destra». Arboscello ha chiesto alla Giunta come mai il tavolo tecnico non sia stato proposto con la Valbormida e ha detto che la gestione dei rifiuti non ha una pianificazione.
(NdR: Com. St. Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria)
