È partita oggi da Savannah la missione della Regione Liguria in Georgia, lo Stato del sud-est degli Stati Uniti. Si concluderà venerdì 25 settembre ad Atlanta. Obiettivo dichiarato è rafforzare i rapporti tra i due territori e aprire nuove occasioni di collaborazione nei settori della portualità e della logistica, del commercio internazionale, dell’innovazione e della tecnologia.
Le tappe istituzionali fanno parte di una missione economica più ampia che la Regione ha organizzato ad Atlanta dal 21 al 27 settembre. Coincide con il Made in Italy Expo, la rassegna dedicata alle eccellenze italiane nel sud-est degli Stati Uniti. Le imprese liguri potevano candidarsi tramite la Camera di Commercio di Genova. L’organizzazione è affidata a Liguria International, e il programma prevede tavoli di lavoro settoriali, incontri B2B e uno spazio espositivo regionale. Oltre a logistica e porti, i settori coinvolti sono scienze della vita, ingegneria e tecnologie avanzate, enogastronomia e turismo.
A guidare la delegazione è il capo di gabinetto del presidente della Regione, l’ammiraglio Massimiliano Nannini. Con lui ci sono rappresentanti di Federlogistica, delle Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure, dell’Università di Genova, dell’Aeroporto di Genova, di Agenzia in Liguria, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, di Liguria International e di Filse. Ad Atlanta si aggiungeranno due aziende liguri, Cactus Holding e Firmamento Technologies.
La prima giornata è dedicata ai porti e ai traffici, con visita alla Georgia Ports Authority e al Garden City Terminal, e al World Trade Center di Savannah un confronto con operatori della logistica, dell’import-export e del commercio internazionale sulle possibilità di collaborazione economica tra le due sponde.
Domani la missione si sposta ad Atlanta, dove il programma si concentra sui rapporti istituzionali e sull’innovazione. Alla Metro Atlanta Chamber la delegazione incontrerà i rappresentanti dello Stato della Georgia e della Camera di commercio dell’area metropolitana. Al centro del confronto ci saranno un protocollo d’intesa tra Georgia e Liguria, la promozione di scambi e investimenti e le possibili collaborazioni in settori che vanno dalla logistica alla manifattura avanzata, dall’automotive e dalla mobilità elettrica fino all’aerospazio. Seguiranno la visita a Tech Square, uno dei principali poli tecnologici della città, e all’Atdc, il centro di sostegno alle startup, poi un incontro con la Camera di commercio della contea di Gwinnett e con le imprese italiane e internazionali presenti sul territorio. In agenda c’è anche un confronto alla Emory University, con la visita al suo incubatore The Hatchery, su ricerca, intelligenza artificiale, tecnologie per la salute e trasferimento tecnologico.
Venerdì, ultima giornata, si parlerà del futuro della logistica tra intelligenza artificiale, automazione e nuove catene di approvvigionamento. Al confronto prenderanno parte anche rappresentanti del trasporto aereo e del sistema portuale ligure. È prevista poi una sessione sull’innovazione con imprese, Università di Genova, Filse e Iit. La missione si chiuderà con un incontro con i tour operator per esplorare possibili collaborazioni sul fronte turistico.
«Essere qui significa mettere in relazione due territori che hanno una forte vocazione internazionale e che possono trovare numerosi terreni comuni, a partire dalla portualità, dalla logistica e dagli scambi commerciali», dichiara Nannini. «Vogliamo rafforzare il rapporto tra Liguria e Georgia partendo dalle relazioni istituzionali per arrivare a connessioni concrete tra imprese, università, centri di ricerca e realtà dell’innovazione». L’obiettivo, aggiunge, è «costruire un percorso che possa produrre risultati nel tempo, dando continuità agli incontri e arrivando già nel 2027 a nuove iniziative e progetti condivisi».
Per il consigliere regionale incaricato alle Relazioni internazionali Angelo Vaccarezza, la missione «conferma la volontà della Liguria di essere protagonista sulla scena internazionale». «Le relazioni internazionali non sono un esercizio di rappresentanza», sostiene, «ma uno strumento concreto per accompagnare le nostre imprese sui mercati esteri, attrarre investimenti e creare nuove opportunità per i giovani e per l’intero territorio». Vaccarezza insiste poi sulla «capacità di presentarci come sistema» e indica negli Stati Uniti un «partner strategico per la nostra economia».
