Provincia di Savona, Olivieri si dimette: incompatibilità di cariche e «la situazione politica non consentiva di proseguire»

Pesano l'incompatibilità con la presidenza dell'Interporto di Vado e lo strappo nel centrodestra sulle nomine di Tpl Linea. Il vicepresidente Aghittino guiderà l'ente fino al voto. Le opposizioni: «Un poltronificio».

Pierangelo Olivieri - Provincia di SV

Pierangelo Olivieri lascia la presidenza della Provincia di Savona. Il sindaco di Calizzano l’ha annunciato oggi a Palazzo Nervi, a pochi mesi dalla scadenza del suo secondo mandato alla guida dell’ente, dove era arrivato per la prima volta nell’ottobre 2018. In una nota diffusa dall’ente indica due motivi: «La decisione a cui sono giunto è maturata attraverso un misto di sentimenti. È nata da una situazione caratterizzata da un profilo di rilevata incompatibilità con la nomina ricevuta, anche a seguito del lavoro svolto nel mio ruolo istituzionale nell’ambito del sistema logistico-portuale, con la Presidenza dell’Interporto di Vado I.O. Spa (VIO). A questo si è aggiunta la situazione politica venutasi a creare, che, parimenti, non consentiva di proseguire in questi ultimi mesi di mandato».

La nomina al vertice di VIO è di luglio ed è l’ultimo di una serie di incarichi di rappresentanza. Nel Consiglio delle Autonomie Locali della Liguria, Olivieri è stato eletto vicepresidente nel 2021 e presidente nel 2022, ed è stato confermato nel 2025 per la nuova legislatura. Quest’anno è entrato nel direttivo nazionale dell’Upi, e l’associazione delle Province lo ha nominato suo delegato per la riforma della legislazione portuale.

La «situazione politica», invece, ci riporta al clima di tensioni che ha animato il caso delle nomine Tpl Linea. Il consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporto pubblico era scaduto a fine giugno. Per settimane le assemblee dei soci si sono chiuse senza un voto. All’interno del centrodestra si spingeva per portare alla presidenza l’ex sindaco di Loano Luigi Pignocca, allora coordinatore provinciale di Forza Italia. Il sindaco di Savona Marco Russo, secondo socio della società dopo la Provincia, accusava l’ente di Palazzo Nervi di essersi «fatta portatrice di una posizione unilaterale, interpretando evidentemente gli interessi di una parte politica». Per la presidenza Russo proponeva un profilo tecnico, Serena Lancione, presidente dell’Anav.

In agosto il cda è stato infine nominato all’unanimità, con un’intesa tra Olivieri e Russo: Lancione presidente, Pignocca vicepresidente. È proprio l’esito che, nella coalizione, non tutti hanno digerito. Secondo alcune voci, Angelo Vaccarezza, consigliere regionale e vicesegretario ligure di Forza Italia, avrebbe chiesto a Olivieri di dimettersi subito dopo quella nomina.

In pubblico, però, Vaccarezza aveva scelto toni ben diversi. Il giorno stesso delle nomine aveva salutato la vicepresidenza di Pignocca come «l’ennesimo passo avanti di Forza Italia come forza centrale del centrodestra». L’aveva poi accostata alla presidenza di VIO andata a Olivieri, un risultato che a suo dire serviva a «consolidare i rapporti all’interno della coalizione».

Pochi giorni dopo Pignocca si è autosospeso da coordinatore provinciale del partito. Ha spiegato che il nuovo ruolo in Tpl richiede «un confronto costante con numerose amministrazioni comunali». Con le elezioni del 2027, che porteranno al voto la Provincia e 21 Comuni, ha voluto evitare «qualsiasi imbarazzo o fraintendimento». La guida ad interim del partito è passata allo stesso Vaccarezza.

Oggi Olivieri ha scelto una formula che lascia poco spazio ai dubbi: «Non ho un problema con il centrodestra». Ha ricordato di essersi sentito anche in giornata con il presidente della Regione Marco Bucci e di avere rapporti con molti consiglieri e assessori, «ma non con tutti».

Fino alle elezioni la Provincia sarà guidata dal vicepresidente Demis Aghittino, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Loano. Nella nota di commiato Olivieri rivendica gli otto anni alla guida dell’ente. Ricorda le emergenze della mareggiata del 2018 e della pandemia, la manutenzione di oltre 700 chilometri di strade, i cantieri scolastici finanziati con il Pnrr e le gare sui servizi pubblici locali, a partire da quella da 142,5 milioni per la distribuzione del gas.

Le letture politiche

Il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello a luglio aveva letto la nomina a VIO come «il segnale che il centrodestra abbia già scelto di non riproporlo alla guida della Provincia», segno che erano «già iniziate le grandi manovre per le prossime elezioni provinciali».

Oggi Arboscello rincara la dose. Il centrodestra, dice, è «più interessato all’occupazione delle poltrone che al bene comune», e dietro le dimissioni vede un «disegno orchestrato all’interno del centrodestra savonese, dall’asse Ripamonti Vaccarezza». «Il risultato è sotto gli occhi di tutti: incarichi che cambiano, amministratori che lasciano, equilibri politici che vengono riscritti». Per questo chiede elezioni a breve, perché i sindaci possano scegliere una guida «autorevole, autonoma» e «libera da logiche personalistiche e da accordi di spartizione».

Dai banchi dell’opposizione in consiglio provinciale, il sindaco di Carcare Rodolfo Mirri va oltre. Sostiene di non aver mai visto in Olivieri «il Presidente di tutti», e lo descrive come un presidente «condizionato e tirato per la giacca da settori e da persone della sua stessa appartenenza politica».

Anche nella maggioranza, del resto, il caso Tpl aveva lasciato il segno. Ad agosto il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Filippo Marino aveva definito «un fatto grave per il centrodestra» la scelta del sindaco di Alassio Marco Melgrati sulla delega per l’assemblea di Tpl a Massimo Niero. Marino aveva chiesto un incontro fra i segretari provinciali della coalizione e aveva ammonito: «I personalismi devono essere lasciati fuori dalla politica».

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