di Mary Caridi. Questa mattina un uomo si è spacciato per un carabiniere e ha cercato di raggirare una professoressa di 83 anni residente nella zona di Albenga. La donna, P. M., ha ricevuto una telefonata nel corso della quale il sedicente militare le ha riferito che i suoi dati personali erano stati clonati, che era in corso un’indagine nei confronti dell’impiegato che le aveva rilasciato la carta d’identità e che una Fiat Panda stava circolando intestata a suo nome.
Mentre l’uomo continuava a parlare al telefono fisso, la professoressa, insospettita, è riuscita a contattare con il cellulare il marito, che le ha immediatamente consigliato di interrompere la telefonata. Seguendo il suo suggerimento, ha riagganciato, evitando così che il tentativo di truffa proseguisse.
Per rendere più credibile il racconto, il sedicente carabiniere aveva invitato a recarsi in caserma per sporgere denuncia. In realtà si trattava di un raggiro, studiato per creare allarme e indurre la vittima a seguire le indicazioni dei truffatori e a uscire di casa.
I Carabinieri, nelle varie comunicazioni e indicazioni ai cittadini, raccomandano di diffidare sempre da telefonate di questo tipo, di non fornire mai dati personali, documenti o informazioni bancarie e di interrompere immediatamente la conversazione. In caso di dubbi è opportuno contattare direttamente le forze dell’ordine attraverso i numeri ufficiali.
L’episodio rappresenta un ulteriore richiamo alla prudenza, soprattutto nei confronti delle persone anziane, spesso prese di mira da truffatori che fanno leva sulla paura e sul senso di urgenza per tentare di raggirare le vittime.
