
di Mary Caridi. Il futuro di Striscia la notizia è al centro dell’attenzione dopo la fase di trasformazione che ha interessato il programma ideato da Antonio Ricci. Dopo quasi quarant’anni di presenza nell’access prime time di Canale 5, il tg satirico ha sperimentato una nuova formula con cinque puntate-evento in prima serata andate in onda tra gennaio e febbraio 2026.
L’esperimento ha aperto il dibattito sulla possibile evoluzione del format. Mediaset non ha ancora definito quale sarà la collocazione del programma nei prossimi palinsesti: la prima serata resta una delle opzioni, ma non è stata annunciata come scelta definitiva.
Ma le strade all’orizzonte potrebbero non fermarsi a una semplice riorganizzazione di palinsesto. Antonio Ricci non è soltanto l’autore storico di Striscia la notizia, ma una delle figure che hanno contribuito a costruire l’identità della televisione commerciale italiana, fin dagli anni della nascita della prima Mediaset di Silvio Berlusconi. Proprio per la sua capacità di reinventare linguaggi e formule, non si può escludere un nuovo colpo di scena: la nascita di un progetto televisivo diverso, capace di confrontarsi con i cambiamenti dei media contemporanei e con nuove modalità di racconto.
Questa riflessione si inserisce in un panorama televisivo profondamente mutato, dove il ruolo della satira e dei programmi di denuncia viene spesso messo a confronto con la crescita di format basati sulla spettacolarizzazione della vita privata. Un contesto che riporta l’attenzione sulla carriera di un autore che ha fatto dell’ironia uno strumento per raccontare contraddizioni e paradossi della società italiana.
Al di là delle strategie televisive, Antonio Ricci mantiene da sempre un forte legame con Albenga, città dove è nato e alla quale è rimasto legato anche attraverso iniziative culturali e di solidarietà. Da anni collabora con i Fieui di Caruggi e con Gino Rapa, contribuendo non solo all’Ottobre De André – manifestazione che unisce musica, cultura e beneficenza -, ma anche al celebre Premio Fionda di Legno. Simbolo di anticonformismo e della lotta di Davide contro Golia, la fionda viene assegnata ogni anno a personalità della cultura, dello spettacolo e del sociale che si sono distinte per coraggio e rettitudine, destinando sempre l’intero ricavato degli eventi a progetti benefici.
Il rapporto con il territorio si ritrova anche ad Alassio, dove Antonio Ricci e la moglie Silvia Arnaud hanno contribuito al recupero e alla valorizzazione di Villa della Pergola e dei suoi giardini botanici, sottraendoli al rischio di una possibile trasformazione edilizia e restituendo alla città un luogo di valore storico e botanico riconosciuto a livello nazionale.
Quale sarà il futuro di Striscia la notizia, o quale nuova sorpresa potrà arrivare da Antonio Ricci, lo diranno i prossimi palinsesti. Resta però il legame con il Ponente ligure, territorio che ha accompagnato diverse tappe del suo percorso personale e professionale, tra televisione, cultura e tutela del paesaggio.
