Terreni creativi festival 2026 “Fuoriclasse”: terza e quarta serata

di Alfredo Sgarlato – La serata del sabato si apre con “Dad or alive”, di e Giovanni Frison e Michele Tonicello, alias BumBumFritz, Premio Scenario Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico 2025. Tema della performance, tra recitazione, musica e danza, è la paura, o rifiuto dell’avere figli che è tipico della società attuale (e in tutto il mondo, scopriamo dai dati citati). L’argomento viene trattato sciorinando dati, mostrando video, esibendo testimonianze, tutto a ritmo di musica elettronica, spesso cantando o a passo di danza. L’originalità della presentazione contrasta con la durezza del tema, in gran parte incentrato sulla paura del futuro, soprattutto data dal cambiamento climatico. La bravura dei due interpreti è innegabile, ma il testo ha poca progressione narrativa, risultando a tratti noioso. Ma non è d’accordo con me la gran parte del pubblico che applaude a profusione gli attori/autori.

Quindi “Vorrei morire ma non so come fare”, di e con Quotidiana.com, alias Paola Vannoni e Roberto Scappini, Premio Tuttoteato.com Dante Cappelletti 2025. Qui il tema è ancora più forte, ma affrontato col tipico stile del duo, fatto di toni pacati, divagazioni surreali, gesti minimi, i cappelli da cowboy con cui si autocitano e danno un’ulteriore straniamento. Si parla di eutanasia, ma con garbo, senza mai far sentire lo spettatore oppresso dal peso dell’argomento trattato, che diventa spunto di partenza per riflessioni profonde sulla vita, sull’arte, sull’essere autore. Scrittori di una profondità eccezionale, originali nello stile, Quotidiana.com si confermano tra le realtà più importanti del teatro italiano contemporaneo.

La quarta serata, la più affollata dal pubblico, si apre con “Il peso morto”, di e con Carlo Massari, performance di danza. Un uomo anziano si trascina per il cortile. Balla al suono di vecchia musica da balera, si spoglia dei suoi abiti. Una performance molto intensa, resa ancora più ardua dal dover indossare una maschera di lattice, eseguita con sapiente tecnica da Massari.

Finale con “Infinita bellezza”, Premio Scenario 2025, scritto e diretto da Claudia Manuelli, anche interprete insieme a Aron Tewelde. Lo spettacolo tratta dei pregiudizi, soprattutto razzismo e sessismo, anche in questo caso affrontati in maniera comica e paradossale. Trovata geniale è che il duo interagisce col pubblico mediante un libretto che siamo chiamati a sfogliare. Una serie di gag molto divertenti, ma con una parte centrale molto forte, che coinvolgono il pubblico facendo riflettere e sorridere. Anche questo un spettacolo originale e molto riuscito, che si farà ricordare.

Complessivamente un’edizione di Terreni Creativi ottima, con spettacoli molto validi. E soprattutto per la gran parte scritti e interpretati da giovanissimi, indizio di un buono stato di salute del teatro italiano (al contrario di tantissimi altri campi). Il cambio di sito se da una parte fa perdere un po’ di fascino e di unicità (un festival nelle serre lo abbiamo solo noi ad Albenga!) dall’altra facilità la fruibilità: il pubblico ha risposto bene, e peccato che quelli che pensano che il teatro di ricerca sia noioso o elitario non vincano la pigrizia e provino questi spettacoli. Scoprirebbero che si può far pensare facendo divertire. Un plauso a Kronoteatro e ai volontari per l’ideazione e l’organizzazione.

*Foto di Livia Boano

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