Manifestazione ad Albenga per Abderrahim Fakir, la locandina divide la politica: scoppia la polemica

Polemiche sulla manifestazione del 26 luglio. Lugani chiede una presa di distanza, Caviglia si dissocia.

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Politica | di Mary Caridi. Una locandina che sta circolando con insistenza sui social network e un messaggio diffuso via WhatsApp stanno alimentando un acceso dibattito ad Albenga in vista della manifestazione in programma domenica 26 luglio alle 11 in piazza del Popolo.

L’iniziativa, promossa da una rete regionale di collettivi e realtà sociali liguri, è stata organizzata per chiedere “giustizia per Abderrahim Fakir”, l’uomo deceduto a Bologna in seguito a un intervento delle forze dell’ordine. Nella nota diffusa dagli organizzatori si legge l’invito a dare “una risposta politica forte, chiara e unitaria” per denunciare quello che viene definito un abuso di forza e per chiedere “verità e giustizia”.

Tra le adesioni figura anche Sinistra Ingauna, che in una nota precisa: «Non viene messo in dubbio il ruolo delle forze dell’ordine, ma il loro operato e l’abuso di forza, specialmente alla luce dei nuovi decreti di sicurezza che limitano fortemente le libertà individuali. Questi provvedimenti creano un clima divisivo e d’odio, che sta portando a derive antidemocratiche, senza offrire una risoluzione a lungo termine dei conflitti sociali scaturiti dall’aumento della povertà. Per questo, bisogna ribadire con forza che l’ordine deve essere garantito e la vita tutelata, senza eccezioni».

Il testo invita partiti, associazioni, sindacati di base, collettivi e realtà sociali ad aderire al presidio, presentato come una mobilitazione regionale “contro ogni abuso e violenza di Stato”.

A suscitare particolare discussione è anche la grafica della locandina, che riporta la scritta “Chi chiami quando la Polizia uccide?”, affiancando un’immagine riferita ai fatti del G8 di Genova del 2001 a una fotografia di un recente intervento delle forze dell’ordine, con l’invito a partecipare al corteo.

Sui social è intervenuto il consigliere comunale di Forza Italia Guido Lugani, che ha espresso una netta contrarietà all’iniziativa.

«Trovo gravissimo che ad Albenga venga promossa una manifestazione che, nei fatti, alimenta un clima di ostilità nei confronti delle Forze dell’Ordine. Mi aspetto che il Sindaco, la Giunta e tutti i Consiglieri comunali prendano pubblicamente le distanze da questa iniziativa e da chi la organizza. Albenga ha bisogno di sicurezza, non di manifestazioni che delegittimano le Forze dell’Ordine. Chi attacca Polizia e Carabinieri indebolisce lo Stato e la sicurezza di tutti. Io sto senza esitazione dalla parte delle Forze dell’Ordine. Sempre.»

Al post ha risposto anche il consigliere comunale di maggioranza Antonio Caviglia, prendendo le distanze dal contenuto della locandina pur criticando la scelta di darle ulteriore visibilità.

«Basta scrivere che mi dissocio e prendo le distanze sotto questo post, o devo farne uno tutto mio. Io, caro Guido, non lo avrei nemmeno messo in evidenza.»

Prende la parola anche Ester Bozzano, presidente Anpi Leca :”La differenza sostanziale tra chi delinque e chi dovrebbe difenderci. Nel nostro paese non esiste la pena di morte, e soprattutto non può essere applicata da poliziotti sulla strada a loro piacimento perché indossano una divisa. Chi, con una divisa si permette di fare ciò, deve essere intanto cacciato e poi condannato. Non siamo nel Far West.
Io sono per la certezza della pena, ma se fermano i nostri figli magari un po’ ubriachi credo che non debbano essere ammazzati dal primo idiota in divisa che si crede Dio , magari solo perché tentano di divincolarsi o lo mandano a quel paese. In un paese civile ognuno ha il suo ruolo, se certi poliziotti vogliono delinquere lo facciano ma si tolgano la divisa. Comunque la delinquenza c’è e ci sarà sempre, non c’è riuscito neppure Mussolini a estirparla, anche perché x primo stuprava e rubava come da lui stesso dichiarato più volte, non c’è riuscita la Meloni che blatera tanto di sicurezza e le forze dell’ordine con il suo governo sono arrivate a – 25000 agenti in organico ma continua a comprare armi x l’Ucraina, non ci riuscirà quello squallido personaggio, peraltro già sospeso dall’esercito e che x rendersi più ridicolo parla di reimmigrazione avendo una moglie rumena.
Gente che parla di sicurezza solo per non affrontare i problemi veri del paese, la Sanità, il Lavoro, l’Istruzione, il prezzo della benzina, gli asili, gli affitti, i trasporti pubblici e via discorrendo, questi sono i problemi veri dell’Italia, la sicurezza è importante ma viene usata come cortina fumogena x non far parlare di altro e i boccaloni ci cascano.“

La manifestazione, ancora prima di svolgersi, ha quindi già aperto un confronto politico in città, con posizioni contrapposte sul contenuto della comunicazione utilizzata dagli organizzatori e sul messaggio che essa trasmette nei confronti delle forze dell’ordine. Resta ora da vedere se nelle prossime ore arriveranno ulteriori prese di posizione da parte dell’amministrazione comunale o di altre forze politiche.

[NdR, Aggiornamento leggi: — Sindaco Albenga: l’Amministrazione comunale si dissocia dalla manifestazione per Fakir ; — Manifestazione per Fakir annullata dopo le polemiche sul manifesto: “Non vogliamo alimentare l’odio” ]

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