Politica | Dibattito sui provvedimenti di bilancio. Nella seduta del pomeriggio del Consiglio sono state presentate le ultime due relazioni di minoranza ed è iniziata la discussione generale a cui hanno partecipato anche altri consiglieri regionali. [Sui precedenti interventi leggi: Consiglio regionale: dibattito sui provvedimenti di bilancio (1)]
Stefano Giordano (Movimento 5 Stelle) ha presentato la relazione del gruppo sui provvedimenti economico-finanziari e sul disegno di legge 121 “Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale” (inserito al di fuori della programmazione originaria, ndr). «Il testo originario dell’Assestamento – ha ricordato – presentava per il 2026 un saldo netto di competenza di 26,05 milioni mentre gli emendamenti del 22 luglio aggiungono 215,68 milioni di variazioni nette, portando il saldo a 241,73 milioni mentre l’autorizzazione complessiva all’indebitamento sale a 245,93 milioni. Il risultato di amministrazione 2025 è pari a 865,77 milioni, ma quasi interamente accantonato o vincolato. Il dato dell’avanzo lordo – ha sostenuto il consigliere – non descrive, quindi, una disponibilità politica ampia, ma un bilancio con margini effettivi molto ridotti». Secondo Giordano il principale fattore di pressione sul bilancio riguarda la sanità: «Nel 2025 sono registrati impegni per circa 4,20 miliardi; il disavanzo sanitario definitivo è pari a 125,7 milioni, in aumento rispetto ai 112,4 milioni del 2024, dopo una stima iniziale di 163,6 milioni e la copertura ha richiesto un accantonamento prudenziale di 165 milioni e la delibera 131 del 2026, adottata in urgenza, con una manovra da 119,9 milioni». Secondo il consigliere «l’equilibrio complessivo del bilancio regionale non cancella, dunque, lo squilibrio sanitario». Secondo il consigliere, «ulteriori criticità riguardano la corretta perimetrazione del Fondo sanitario perché la vicenda ARPAL, con 19,9 milioni trasferiti nel 2025 a valere su risorse sanitarie, ha determinato rilievi della Corte costituzionale e della Corte dei conti. Anche l’operazione ARTE Genova, nata per coprire il disavanzo sanitario del 2011, continua a produrre effetti patrimoniali e finanziari, dimostrando che le coperture emergenziali possono trascinarsi per molti anni». Il consigliere ha espresso critiche anche su alcuni aspetti del disegno di legge 121: «E’ un provvedimento “omnibus”, profondamente riscritto a ridosso del Consiglio. La criticità principale riguarda la cancellazione della salvaguardia per i Comuni che non hanno adottato il PUC perché la semplificazione è utile quando elimina adempimenti inutili, ma diventa arretramento quando rende irrilevante la mancata pianificazione e affida il territorio a decisioni frammentarie».
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha illustrato la relazione di minoranza del gruppo rispetto ai tre provvedimenti finanziari. «Questa manovra di bilancio contiene molti elementi di carattere tecnico e pochissimi di carattere politico – ha esordito il consigliere – all’interno di una visione di questa regione che appare ancora in estrema difficoltà». Pastorino ha sottolineato: «Assume rilevanza, ancora una volta, la questione del servizio sanitario, già oggetto di un intervento da parte della Corte dei Conti. Questa manovra di assestamento finanziario mostra tutti i suoi limiti proprio negli interventi di copertura del disavanzo del 2025: non c’è nessuna rimodulazione finanziaria per il 2026. È come se – ha spiegato – si fosse fatto il possibile per coprire un buco creato dalla stessa Giunta regionale, ma senza prospettare alcun sviluppo futuro. È chiaro, dunque, che si parta dalla sanità perché rappresenta l’80% della spesa, tuttavia, si tratta di una situazione molto complessa e difficile che toglie possibilità e interventi agli altri settori della regione, a partire da quelli legati allo sviluppo».
Discussione generale
Nel dibattito è intervenuta Katia Piccardo (Pd) affermando che i documenti in votazione sono la “cartina tornasole” dell’operato della Giunta, da cui emergerebbe un’escalation del disavanzo, di pari passo – secondo la consigliera – con i rilievi della Corte dei Conti, sia sulla sanità che sugli incarichi regionali. Secondo Piccardo il diritto alla salute, in Liguria, sarebbe compromesso, e ha citato anche le rilevazioni di Gimbe e Agenas. A giudizio della consigliera la gestione è frammentata, senza una visione organica e senza il coinvolgimento del Consiglio regionale. Mancherebbero, inoltre, la programmazione e una politica di assunzioni in sanità.
Davide Natale (Pd) ha rilevato che le ultime manovre lasciano amareggiata la minoranza e ha assicurato l’impegno del grippo per cercare, comunque, di avanzare proposte per dare risposte alle esigenze dei cittadini. Il consigliere ha ricordato il richiamo della Corte dei conti che certificherebbe alcune carenze dell’amministrazione regionale e ha rilevato la necessità di maggiori risorse a disposizione, in particolare, del settore sanitario. Natale ha rilevato i ritardi nelle assunzioni di personale infermieristico e un accentramento dei poteri decisionali, sia attraverso l’incremento degli assessori sia nella nomina di nuove figure apicali. Il consigliere ha annunciato la presentazione di una serie di emendamenti.
Anche Simone D’Angelo (Pd) ha espresso un giudizio negativo sui documenti presentati al Consiglio regionale, considerato un “mero resoconto”, senza nessuna presentazione delle cose fatte. Secondo D’Angelo la Giunta narra una realtà “distorta, coperta da conferenze stampa e da tagli di nastri” e ha parlato di “politica della negazione” di fronte ai dati, alle sentenze e ai rilievi degli organi deputati. La sanità, secondo il consigliere, è più oggetto di propaganda che di misure concrete, ha perso la dimensione della cura, per diventare erogatrice di servizi attraverso privati e ci sarebbe un’“arroganza governativa perpetua” e a un collasso economico e sociale.
cs
{NdR aggiornamento, sul proseguimento del dibattito leggi: Consiglio regionale: dibattito sui provvedimenti di bilancio (3)]
