Albenga celebra The Dream, il sogno del rock in provincia

di Alfredo Sgarlato – Nell’ambito della riuscita manifestazione Albenga d’autore le prime tre serate sono state dedicate alla cultura a livello nazionale: chi scrive ha seguito la divertente ma profonda conferenza spettacolo di Pif; quindi due serate dedicate all’editoria locale. Dopo la presentazione de “La capofamiglia”, di Mary Caridi, che sta avendo molto successo di lettori e critica, ecco la serata dedicata a “Dream, noi cresciuti creando musica prog” di Alfredo Silvestri, pubblicato da Il delfino Moro.

Il vostro cronista era ancora bambino quando si sviluppava l’epopea del prog rock, e dei Dream aveva solo sentito parlare, come di una favola o, appunto, un sogno, per conoscere poi i protagonisti con altri gruppi o, come è successo col batterista Gianni Gamba, come artista incisore. Sul palco, presentati da Sandra Berriolo e Giovanni Ansaldi i tre membri fondatori, Alfredo Silvestri, tastiere, Claudio Busnardo, basso e Gianni Gamba, insieme con compagni di scuola che avevano iniziato a suonare con loro per poi intraprendere altre carriere, ben note qui ad Albenga, Nicola Nante e Mauro Vannucci, e altri amici e collaboratori.

Si susseguono gli aneddoti, che chiunque abbia suonato in una band o fiancheggiato amici musicisti può sentire come suoi: le prime lezioni allo strumento, le sale prove improvvisate, i concerti in parrocchia, il trovare i passaggi, poiché i Dream erano minorenni quando si formarono, e il chitarrista Rossano Giallombardo aveva solo 13 anni quando si unì al gruppo, e infine la scelta decisiva, non suonare liscio o canzoni di Sanremo, ma incidere musica propria, scegliendo il genere venuto dall’Inghilterra che più aveva attecchito in Italia, il progressive rock (per i profani, quello che unisce a ritmi e strumenti rock le influenze della musica classica e di altri generi, creando brani lunghi e complessi, pur con una forte resa melodica).

I musicista, stimolati da Sandra e Giovanni raccontano divertenti vicende, scatenando il riso, ma ovviamente suonano: i classici che li hanno fatti innamorare del genere, come “Fortuna” dei Procol Harum, con l’ausilio delle nuove generazioni di casa Sivestri, ottimi musicisti pure loro, o l’immortale “Impressioni di settembre”, con ospite la colonna della musica locale Gigi Flammia; quindi alcune loro composizioni come “Rondò”, di cui chi scrive aveva tanto sentito parlare da zii e amici e finalmente l’ascolta dal vivo.

Il prog, insieme al jazz, è la musica suonata per eccellenza, e le composizioni sono il viatico perfetto per musicisti in ottima forma, con le ottime svisate di Giallombardo, il prezioso lavoro armonico e melodico delle tastiere e una ritmica raffinata e precisa; come ogni gruppo prog che si rispetti anche i Dream avevano composto un’opera rock, “Afron”, di cui un assaggio viene affidato agli Eufonia Trio (Elisabetta Vosilla, Antonella Pecoraro, Gianni Gollo). Una divertente serata che però non esclude la malinconia per gli amici musicisti che non sono più tra noi, come Gianni Muratorio e Fabio “Ivan Peibosky” Broglio. Quindi leggiamo tutti il libro “Dream” e modesta proposta finale: in quest’epoca storica in cui tutto si riscopre, si ristampa, tutti i gruppi si riformano, ex Beatles e Rolling Stones sono ancora i più ascoltati, è il momento che anche i Dream vadano in sala di incisione. Amici non deludeteci!

*Foto di Roberto Ruaro

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