Politica | di Fabrizio Pinna. Un tavolo nella sala consiliare di Vendone per gettare le basi di una nuova area interna. È quanto è andato in scena venerdì sera, quando il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (Forza Italia) ha riunito alcuni sindaci delle valli ingaune — Val Lerrone, Valle Arroscia savonese, Valle del Neva e Val Pennavaire — per ragionare insieme sul futuro dell’entroterra. Con loro, a confermare il filo che lega l’iniziativa alle esperienze già avviate nel Savonese, c’era anche Daniele Galliano, sindaco di Bormida e referente dell’Area Interna Bormida Ligure.
Sono undici i Comuni che, secondo Vaccarezza, hanno manifestato interesse e disponibilità a lavorare insieme: Arnasco, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Nasino, Onzo, Stellanello, Testico, Vendone e Zuccarello. Piccoli borghi di ponente, accomunati dai tratti tipici delle aree marginali: insediamenti sparsi, lontananza dai servizi essenziali, una popolazione che invecchia e si assottiglia.
Vaccarezza, che in Regione ricopre l’incarico di consigliere delegato agli Enti locali, si è presentato come promotore del progetto e ha garantito il proprio sostegno, richiamando il precedente del 2021, quando aveva accompagnato la nascita dell’Area Interna della Val Bormida. Il percorso, ha spiegato, partirà dalle istituzioni: «Il primo passo sarà la presentazione di un apposito ordine del giorno in Consiglio regionale, per avviare ufficialmente l’iter e dare forza a questo progetto». Le aree interne, nella sua lettura, sono «un’opportunità molto rilevante per lo sviluppo, la crescita, la promozione e la coesione» dei territori dell’interno.
Per misurare la portata della proposta conviene inquadrarla nella Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), lo strumento con cui Stato e Regioni intervengono sui territori più fragili attraverso gli Accordi di Programma Quadro. In Liguria le aree riconosciute sono finora otto, divise tra i due cicli di programmazione: Antola Tigullio, Beigua Sol, Valle Arroscia e Val di Vara per il 2014–2020; Bormida Ligure, Fontanabuona, Imperiese e Valle Scrivia per il 2021–2027. Le Valli Ingaune non compaiono in questo elenco: il progetto lanciato a Vendone punta quindi a costruire un’area del tutto nuova, non a ridisegnare i confini di una già esistente.
C’è poi una precisazione utile su una delle vallate citate. L’Area Interna «Valle Arroscia» già riconosciuta dalla SNAI raccoglie undici Comuni del versante imperiese — da Pieve di Teco a Mendatica, da Pornassio a Vessalico — mentre i centri savonesi richiamati nel progetto ingauno, come Arnasco, Onzo e Vendone, ne restano fuori. La nuova area andrebbe dunque a coprire un territorio oggi escluso dalla mappa SNAI, ponendosi — sono parole dello stesso Vaccarezza — come «elemento connettivo e di continuità» con le aree vicine della Bormida ligure e della Valle Arroscia.
La strada, in ogni caso, è appena cominciata: l’adesione degli undici Comuni resta una manifestazione di interesse, mentre il riconoscimento formale di un’area interna passa per snodi regionali e nazionali ben più complessi. Vaccarezza ha annunciato che terrà aggiornati gli amministratori sugli sviluppi e ha ringraziato i sindaci presenti «per il loro contributo di idee e di proposte».
[Aggiornamento 16-6-2026, leggi: Creazione dell’Area Interna Valli Ingaune, Vaccarezza deposita mozione in Consiglio regionale]
