Raddoppio ferroviario, Sinistra ingauna: “Albenga non può arrendersi”

"Di fronte al dibattito sul raddoppio e sullo spostamento a monte della ferrovia, non è possibile accettare una posizione di passiva rassegnazione"

Una scena di strada davanti a un edificio con grandi finestre, la stazione ferroviaria di Albenga, con automobili e palazzi residenziali sullo sfondo. Il cielo è di un azzurro limpido.

Cronaca | Con un comunicato stampa Sinistra ingauna è tornata a ribadire le ragioni della contrarietà dello spostamento a monte della ferrovia. «Di fronte al dibattito sul raddoppio e sullo spostamento a monte della ferrovia, non è possibile accettare una posizione di passiva rassegnazione. Sentir sostenere che il Sindaco di Albenga non possa fare altro che “trarre il massimo vantaggio” da un’opera già approvata – ipotizzando una futura espansione urbanistica verso l’entroterra – rappresenta una visione miope, priva di una reale valutazione del rapporto costi-benefici e del devastante impatto ambientale che la piana agricola subirebbe con l’avvio dei cantieri.

Chi difende a oltranza questo progetto dimentica un dato fondamentale: Albenga dispone già del doppio binario fino a Loano. Spostare la stazione a ben 6 chilometri dal litorale per guadagnare appena una manciata di minuti sui tempi di percorrenza dei treni a lungo raggio è un controsenso. Il prezzo da pagare sarebbe altissimo: l’allontanamento definitivo del servizio dal centro cittadino, che negherà a centinaia, se non a migliaia di persone, la possibilità di raggiungere la stazione a piedi.

L’esempio di Pietra Ligure, che ha preso una posizione chiara e decisa contro la perdita della propria stazione a pochi passi dal pronto soccorso, dimostra che le comunità locali sanno reagire.

Ma è soprattutto l’esperienza del passato a doverci fare riflettere: cosa ha insegnato lo spostamento a monte già avvenuto nel ponente  ligure? Quali e quanti servizi collaterali sono stati realmente creati attorno alle nuove stazioni isolate? La realtà parla di cattedrali nel deserto e di un progressivo isolamento dei territori.

I cittadini devono prendere coscienza del fatto che le amministrazioni locali non sono impotenti: hanno il diritto e il dovere politico di pronunciarsi e di fare sentire la propria voce di fronte a opere di tale portata, anche se le decisioni strategiche sono state assunte a Roma. Difendere il territorio, la sua agricoltura e il diritto alla mobilità dei propri cittadini non è un’opzione, è un dovere.» conclude il comunicato stampa di Sinistra ingauna.

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