A Noli torna il Rotary Campus, dove la disabilità incontra inclusione e magia della relazione

Dal 23 al 30 maggio la “Casa al Mare dell’Incoronata” ospiterà 47 persone con disabilità cognitiva lieve o moderata per una settimana all’insegna dell’inclusione, dell’autonomia e della condivisione.

Rotary

Attualità | Alla “Casa al Mare dell’Incoronata” di Noli torna il Rotary Campus, appuntamento ormai storico per il territorio ligure e piemontese che quest’anno celebra un traguardo importante: la ventesima edizione. Dal 23 al 30 maggio, la struttura affacciata sul mare ospiterà 47 persone con disabilità cognitiva lieve o moderata per una settimana all’insegna dell’inclusione, dell’autonomia e della condivisione.

Il progetto, promosso dai Distretti Rotary 2031 e 2032 che riuniscono i club di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, rappresenta molto più di una semplice vacanza. Per sette giorni, una trentina di volontari rotariani si mette a disposizione degli ospiti, condividendo ogni momento della giornata e sostituendo le famiglie nel supporto quotidiano. Un’esperienza intensa che crea relazioni autentiche e permette ai partecipanti di vivere un percorso di crescita personale in un ambiente protetto e sereno.

Fin dall’arrivo dei pullman, accolti da applausi e sorrisi, si respira il clima speciale che caratterizza il Campus: un forte senso di comunità e di amicizia. I volontari provengono da esperienze professionali differenti – scuola, sanità, mondo del lavoro – ma tutti trovano il linguaggio giusto per comunicare con i ragazzi, spesso oltre le parole, attraverso gesti, attenzioni e piccoli momenti di quotidianità.

Le giornate scorrono tra laboratori creativi, attività sportive, giochi in spiaggia, musica, teatro e passeggiate tra Noli e Spotorno. Ogni iniziativa è pensata per valorizzare le capacità individuali, stimolare l’autonomia e rafforzare l’autostima degli ospiti.

In vent’anni il Rotary Campus è diventato un simbolo concreto di inclusione e solidarietà. Un’esperienza che lascia un segno profondo non solo nei ragazzi coinvolti, ma anche nei volontari e nelle famiglie, confermando il valore del “servire” che da sempre ispira l’azione del Rotary.

(C.S.)

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