Un gelato al gusto di Conte

In tutte le canzoni il pubblico è coinvolto come spalla, coro, orchestra aggiunta, trasformando il concerto in spettacolo interattivo.

momenti del concerto, Conte con alle spalle sullo schermo grande il logo della Fionda 2026

Cultura | di Alfredo Sgarlato. Un appuntamento ormai fisso quello tra i Fieui di Caruggi e Giorgio Conte, estroso cantautore sulle cui illustri parentele scherza lui per primo e noi non ribadiremo. Molte sue canzoni, ci racconta, parlano di uomini soli abbandonati, ma non è questo finale della storia d’amore tra il musicista astigiano e Albenga. Il Teatro Ambra accoglie gremito di pubblico, in un pomeriggio di primavera il cui incasso è destinato alle associazioni locali di volontariato che si occupano di disabilità, Conte e i suoi fedeli accompagnatori e spalle nelle gag Bati Bertolio a fisarmonica e melodica e Alberto Parone alla batteria deliziano i presenti con una serie di canzoni sussurrate, piene di humour e di sentimenti, in cui episodi di vite normali e quindi eccezionali scorrono come film.

Incontriamo l’orchestrale di provincia, l’amante di una straniera che parla una lingua incomprensibile, il nemico e la vittima di una ferrea dieta, seduttori sedotti e solitari sfuggenti, per concludere con un grande subacqueo troppo amante dell’aglio. Bastano le poche righe di una canzone per raccontarci una vita come e meglio di un romanzo: la canzone d’autore ci ha fatto conoscere l’Italia molto più di tanta letteratura paludata e pluripremiata (dopo il Nobel a Bob Dylan lo Strega ai fratelli Conte? Magari!).

momenti del concerto

In tutte le canzoni il pubblico è coinvolto come spalla, coro, orchestra aggiunta, trasformando il concerto in spettacolo interattivo. La bellezza delle canzoni è impreziosita dal talento di Parone, batterista tecnicamente pregevole che swinga che è un piacere, e di Bertolio, solista che rifinisce, arricchisce, cita classici e inni popolari, senza mai rubare la scena agli altri partner ma inanellando passaggi di gran gusto. La canzone d’autore si sposa col jazz, con le melodie orientaleggianti e i ritmi sudamericani, in una miscela perfettamente riuscita.

Un gran bel pomeriggio di musica e solidarietà, con belle canzoni, risate e applausi a scena aperta grazie al talento e al savoir faire di Giorgio Conte, un musicista di grande generosità e dei suoi due bravi e simpatici partner. Ricordiamo ancora la solidarietà a cui era improntato il concerto, con la presentazione delle molte associazioni presenti che si occupano di disabilità, autismo e oltre, esponenti di quel volontariato senza il quale in quest’epoca così problematica cultura e sociale andrebbero a fondo.

*Foto di Roberto Ruaro

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