Alstom celebra 120 anni dello stabilimento di Vado Ligure e guarda al futuro

Lo stabilimento consolida la produzione delle locomotive Traxx Universal, amplia le attività e investe in tecnologie all’avanguardia. Inaugurata “Binari d’innovazione”, l’esposizione permanente.

Una parte del sito a Vado
Nella foto: Il sito Alstom di Vado Ligure (Crediti: © ALSTOM SA 1016 | Quasar Group)

Economia | Centoventi anni di attività e un nuovo ciclo di investimenti per consolidare il sito produttivo: Alstom ha celebrato a Vado Ligure l’anniversario dello stabilimento ferroviario, legando la ricorrenza a un bilancio industriale che, dal 2021 a oggi, parla di circa 20 milioni di euro già impiegati per riorganizzazione, qualità produttiva, rafforzamento commerciale e ampliamento delle attività.

L’anniversario arriva in una fase che l’azienda presenta come decisiva per il futuro del sito, dopo l’acquisizione di Bombardier Transportation e l’avvio di un percorso di rilancio che coinvolge anche gli altri poli italiani del gruppo, in particolare quello di Savigliano. Nel quadro più ampio del piano industriale nazionale, Vado rientra inoltre nel programma da 63,3 milioni di euro previsto tra il 2024 e il 2026 per i siti Alstom in Italia.

Oggi lo stabilimento impiega circa 300 addetti e punta a rafforzare il proprio ruolo su tre assi. Il primo è la produzione delle locomotive Traxx Universal, che restano l’asset principale del sito: oltre 250 unità vendute in Italia, sviluppo delle versioni Last Mile, modelli multisistema per i corridoi internazionali e soluzioni capaci di arrivare fino a 200 chilometri orari. Il secondo asse è la diversificazione, che porta Vado oltre la sola locomotiva: tra le attività richiamate da Alstom figurano l’allestimento della power car del primo treno a idrogeno italiano e il rafforzamento della manutenzione e delle grandi revisioni, comprese lavorazioni su convogli ad alta velocità. Il terzo riguarda la tecnologia, con impianti e infrastrutture già operative — dalla prova pioggia al test track, fino alla control room che monitora in tempo reale centinaia di locomotive — pensati per aumentare qualità, affidabilità ed efficienza.

C’è però un secondo livello, più territoriale, che l’azienda ha voluto mettere in evidenza. La celebrazione dei 120 anni non è stata soltanto una ricorrenza industriale, ma anche l’occasione per inaugurare “Binari d’innovazione”, esposizione permanente allestita dentro una delle palazzine storiche del sito. Il percorso ripercorre più di un secolo di produzione ferroviaria a Vado Ligure — dalle prime locomotive elettriche trifasi ai modelli più recenti — e prova a trasformare la memoria industriale in uno spazio aperto a studenti, famiglie e appassionati. L’apertura al pubblico, su prenotazione, è prevista da maggio 2026.

Il messaggio che Alstom affida a questa doppia operazione — investimento produttivo e valorizzazione della storia del sito — è chiaro: il rilancio di Vado non passa soltanto dalla continuità della produzione, ma dalla capacità di tenere insieme industria, innovazione e radicamento locale. È su questo equilibrio che si gioca il peso economico dello stabilimento, non solo per il gruppo ma per l’intero sistema manifatturiero del territorio.

Alla celebrazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Marco Bucci, il capo del Dipartimento per le infrastrutture e le reti di trasporto del Ministero Enrico Maria Puija, il presidente di Federmeccanica Silvano Simone Bettini, il sindaco di Vado Ligure Fabio Gilardi, il presidente Europa di Alstom Andrew DeLeone, il management del gruppo e circa 300 dipendenti, insieme a clienti e stakeholder. Nel suo intervento, il direttore generale di Alstom Italia Michele Viale ha collegato l’anniversario alla fase di rilancio del sito, sostenendo che gli investimenti effettuati e i risultati raggiunti confermano la strategia costruita dopo il 2021. La cerimonia è stata accompagnata anche da una performance della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, dedicata alle maestranze e al lavoro come fattore di crescita sociale, e da un momento simbolico rivolto ai “Guardiani e Custodi della Memoria”, pensato come passaggio di testimone tra le generazioni che hanno segnato la storia dello stabilimento e quelle chiamate a portarla avanti.

Red. Corsara

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