Nuove regole sull’uso del termine “artigianale”: multe fino all’1% del fatturato

Dal 7 aprile multe fino all’1% del fatturato con multa minima di € 25.000 per singola infrazione. Confartigianato: «Più tutela per consumatori e imprese»

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Economia | A partire dal 7 aprile 2026, l’utilizzo della parola “artigianale” sarà regolamentato da una normativa che ne limita l’uso alle sole imprese iscritte all’Albo artigiani. La misura, introdotta nella legge annuale sulle PMI, prevede sanzioni pecuniarie fino all’1% del fatturato per ogni infrazione, con una multa minima di 25.000 euro.

La nuova disciplina interviene per colmare una lacuna normativa che finora ha lasciato spazio a un uso non sempre corretto del termine “artigianale”. La restrizione riguarda diversi settori, tra cui l’agroalimentare, la moda e la somministrazione. In particolare, anche chi produce direttamente, come nel caso di un bar che realizza gelato, dovrà rispettare i requisiti previsti per poter utilizzare la definizione “artigianale”.

Il settore artigiano rappresenta un segmento significativo dell’economia ligure, con circa 43.000 imprese e 150.000 addetti. La normativa intende favorire una maggiore trasparenza nel mercato, distinguendo chiaramente le produzioni autenticamente artigiane da altre tipologie di offerta e garantendo condizioni di concorrenza più corrette.

Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria, ha evidenziato l’importanza della norma: «Si tratta di un provvedimento fondamentale per contrastare forme di concorrenza non corrette, restituire valore al lavoro artigiano e tutelare i consumatori». Costi ha inoltre sottolineato che la legge contiene disposizioni per il sostegno alle reti d’impresa e prevede deleghe al Governo per la revisione della legge quadro sull’artigianato e per il rilancio dei confidi, con scadenza fissata al 7 gennaio 2027.

Sulla necessità di aggiornare la normativa, Costi ha aggiunto: «L’attuale normativa sull’artigianato sconta vincoli ormai anacronistici. La delega coglie finalmente l’esigenza di superare limiti dimensionali e rigidità sulle forme societarie, permettendo alle imprese di evolversi e di affrontare le sfide della transizione green e digitale». L’obiettivo indicato è quello di creare un modello più flessibile e competitivo, mantenendo l’identità delle imprese artigiane.

Red. Corsara

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