Parabola del Figliol Prodigo in dialetto a Borgio Verezzi: musica e riflessioni

Una versione antica della parabola del Figliol Prodigo è al centro di un incontro culturale con musica e arte la sera della Domenica delle Palme.

particolare del quadro di Rembrandt sul figliol prodigo

Cultura / Tradizioni | Nella Chiesa di Gesù Redentore di Borgio Verezzi, la sera della Domenica delle Palme, si terrà una serata dedicata all’approfondimento della parabola del Figliol Prodigo, con particolare riferimento a una versione in dialetto finalese risalente al XVIII secolo. La traduzione, ritrovata nel 2012 durante una mostra sulla Bibbia a Finale Ligure, permetterà di esplorare aspetti linguistici e culturali legati al vernacolo locale su un testo commissionato in Francia nel 1806 per studi sui dialetti. Da qui il titolo dell’incontro-spettacolo di domenica che evoca sia il significato della parabola sia l’origine del testo: “Era perduto ed è stato ritrovato”.

L’iniziativa prevede un percorso che unisce l’analisi della parabola biblica a riflessioni sui rapporti tra genitori e figli, integrando contributi di natura psicologica e musicale. Il programma includerà l’esecuzione di brani di musica moderna che affrontano tali tematiche, con riferimenti che spaziano dalla Sacra Scrittura ad artisti come Roberto Vecchioni, passando per opere di Rembrandt.

Gli organizzatori, tra cui Stefania Bonora, Alberto Calandriello, Giulia Calzamiglia, Roberto Ferrua, Nella Mazzoni e Paolo Michelis, sottolineano l’intento di offrire un’occasione di riflessione attraverso diverse forme artistiche e culturali. Don Carmelo Galeone ospiterà l’iniziativa, che segue quella dedicata all’album “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè, realizzata due anni fa sempre nella stessa chiesa e anch’essa caratterizzata da un ampio coinvolgimento del pubblico.

L’appuntamento avrà inizio alle 20.45 con ingresso libero.

Red. Corsara

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