Politica / Sanità | La sanità ligure attraversa una fase di difficoltà, con il personale medico e infermieristico in stato di agitazione, una condizione che si aggiunge alle tensioni già segnate dallo sciopero degli infermieri proclamato pochi giorni fa. Lo segnalano i consiglieri regionali del Partito Democratico Roberto Arboscello, Davide Natale e Katia Piccardo, che attribuiscono la situazione all’attuale gestione regionale, guidata dal centrodestra.
Secondo i rappresentanti Pd, l’entrata in vigore della riforma sanitaria regionale ha prodotto un “fallimento completo” dovuto a carenze organizzative, di risorse e di visione strategica. I consiglieri sottolineano in particolare come molte nuove strutture, come le case e gli ospedali di comunità, siano spesso prive di personale medico e infermieristico sufficiente, un problema che rischia di occultare criticità più profonde. Viene citato il caso di Quarto, dove alcuni pazienti sarebbero stati rimandati indietro a causa della carenza di medici.
I consiglieri evidenziano inoltre che le liste d’attesa non mostrano segni di riduzione e che i cittadini si trovano a dover affrontare difficoltà nell’accesso alle cure, mentre il personale sanitario è costretto a gestire una situazione di emergenza con risorse limitate. A questo si aggiunge un dato sulla spesa sanitaria privata: in Liguria, secondo quanto riportato dal Pd, si registra un costo medio superiore agli 800 euro annui pro capite, il più alto a livello nazionale, indicatore di una possibile difficoltà nell’accesso alle prestazioni pubbliche per chi non può permettersi spese aggiuntive.
I consiglieri Arboscello, Natale e Piccardo dichiarano che “serve un cambio di rotta immediato, perché così si sta smantellando, pezzo dopo pezzo, il diritto alla cura”, attribuendo alla giunta regionale la responsabilità di questa situazione.
Red. Corsara
