Morto Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord; nel 2010 ad Albenga “incoronò” sindaco Rosy Guarnieri

Leader della Lega Nord per oltre vent’anni, Bossi è scomparso all’età di 84 anni. "Dai le ali ad Albenga, Rosy!": la sua presenza a Albenga nel 2010 rimane un capitolo della storia politica locale.

Umberto Bossi davanti a un microfono durante un comizio

Attualità / Memoria | di Fabrizio Pinna. Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni, è morto (19 marzo) all’età di 84 anni. Con lui scompare uno dei protagonisti più controversi e influenti della cosiddetta Seconda Repubblica.

Nato a Cassano Magnago (Varese) nel 1941, Umberto Bossi aveva costruito a partire dagli anni Ottanta un movimento politico capace di intercettare il malcontento del Nord Italia, trasformandolo in una forza organizzata e radicata sul territorio. La Lega Nord, da lui guidata per oltre vent’anni, si fece portavoce delle istanze federaliste e autonomiste, fino a spingersi, nei momenti di maggiore tensione politica, a rivendicare la secessione di una immaginaria “Padania”.

Carismatico e spesso divisivo, Bossi seppe imporre un linguaggio diretto e identitario, rompendo con la tradizione politica italiana. Celebri i suoi comizi infuocati, i gesti provocatori e gli slogan che hanno segnato un’epoca, così come il rituale raduno di Pontida, divenuto simbolo del movimento leghista.

Nel corso della sua carriera ricoprì più volte incarichi di governo, tra cui quello di ministro per le Riforme istituzionali nei governi guidati da Silvio Berlusconi. La sua azione politica contribuì a ridefinire gli equilibri del centrodestra e a portare al centro del dibattito temi come il federalismo fiscale e la riforma dello Stato.

La sua parabola fu segnata anche da momenti difficili. Nel 2004 fu colpito da un grave ictus che ne ridusse l’attività pubblica, senza tuttavia allontanarlo completamente dalla scena politica. Negli anni successivi, vicende giudiziarie e cambiamenti interni al partito ne ridimensionarono il ruolo, fino al passaggio di consegne a una nuova leadership.

Con la morte di Umberto Bossi si chiude un capitolo significativo della storia politica italiana. Amato dai suoi sostenitori e criticato dai suoi oppositori, resta una figura che ha inciso profondamente nel linguaggio, nei temi e nelle dinamiche della politica contemporanea.

La presenza di Umberto Bossi nel 2010 ad Albenga costituisce un episodio della storia politica locale legato all’attività della Lega Nord e alle dinamiche del centrodestra in quel periodo, che ormai si può dire appartenga a un’altra epoca della quale probabilmente i lettori più giovani non hanno alcuna memoria. Con l’ultima tornata elettorale, nel 2024 la Lega è scomparsa dal Consiglio comunale di Albenga, mentre 16 anni fa coincise con l’elezione di un sindaco di quel partito, Rosy Guarnieri (1952-2018), peraltro in città la prima (e ad oggi unica) donna eletta alla carica. Come osservatore nel 2010 seguii la campagna elettorale e ne scrissi; per incidenti tecnici gli archivi del primo Corsara sono rimasti danneggiati e quelli fotografici irrimediabilmente perduti, ma restano comunque ancora alcune cronache del periodo.

Nel marzo di quell’anno, Bossi era atteso per un incontro pubblico a sostegno della campagna elettorale del centrodestra contro il sindaco uscente Antonello Tabbò. Dopo un breve rinvio di qualche giorno dovuto a problemi di salute, la sua presenza il 18 marzo 2010 in piazza del Popolo raccolse un animoso pubblico di sostenitori e curiosi interessati al suo intervento. Rosy Guarnieri, accompagnata nel comizio da altri esponenti nazionali del carroccio come il ministro Luca Zaia e la vicepresidente del Senato Rosi Mauro (poi espulsa), ricevette da Bossi un incoraggiamento-augurio in un efficace slogan rimasto per anni quasi proverbiale: “dai le ali ad Albenga, Rosy!”. I temi più controversi erano i soliti, sicurezza e immigrazione. Vinte le elezioni, Umberto Bossi ritornò ad Albenga il 12 agosto per congratularsi con il neo-sindaco nei suoi primi mesi di mandato; “Piazza San Michele mi piace molto, il colpo d’occhio è notevole”, disse accolto nel palazzo comunale. Fu una visita breve, e l’idea di ritornare in altra occasione più a lungo per “visitare con più calma e apprezzare meglio la Città di Albenga” non ebbe poi seguito.

effe / Red. Corsara

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