Guerra, Anie Confindustria: aumenti costi e ritardi colpiscono l’industria tecnologica italiana

Anie Confindustria, le tensioni nel Golfo di Hormuz influenzano le forniture e le filiere produttive nazionali. Le imprese segnalano rincari fino al 30% su materie prime e trasporti, con impatti su operatività e cantieri.

Vincenzo de Martino
Il Presidente di ANIE Confindustria, Vincenzo de Martino

Economia / Politica | Le imprese italiane del settore tecnologico stanno affrontando significative difficoltà legate all’aumento dei costi delle materie prime e dei trasporti, nonché a ritardi nelle consegne. Questi problemi sono in parte riconducibili alle tensioni geopolitiche in corso nel Golfo di Hormuz, che stanno incidendo sulle filiere produttive nazionali.

Secondo una recente indagine condotta da ANIE Confindustria su un campione di oltre duecento aziende associate, il 57% delle imprese ha registrato un incremento rilevante dei costi di trasporto e il 53% un aumento consistente delle materie prime. Parallelamente, circa il 74% delle aziende segnala ritardi nelle consegne, con conseguenze dirette sull’operatività quotidiana e sulla gestione dei cantieri.

Le maggiori pressioni si concentrano nella filiera petrolchimica, dove i rincari arrivano fino al 30% dei costi totali delle lavorazioni. Tra i materiali più colpiti ci sono conglomerati bituminosi, asfalti, calcestruzzi e prodotti utilizzati per ripristini sia temporanei sia definitivi, oltre a semilavorati derivati dal petrolio. Anche le termoplastiche, ampiamente impiegate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico, hanno subito aumenti superiori al 30%, aggravando ulteriormente il quadro dei costi.

Nel comparto elettronico, invece, al momento non si registrano carenze significative nelle forniture di materiali strategici, compreso l’elio, grazie a una diversificazione delle fonti di approvvigionamento e alle scorte ancora disponibili. Tuttavia, permangono criticità legate all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna.

Oltre ai maggiori oneri, le imprese segnalano difficoltà nella continuità delle forniture, con instabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche. Questi fattori complicano la programmazione delle attività e possono mettere a rischio l’equilibrio economico dei contratti in corso.

In risposta a questa situazione, ANIE Confindustria ha avviato un dialogo con i committenti per individuare soluzioni in grado di mantenere l’equilibrio contrattuale e garantire la prosecuzione dei cantieri, facendo riferimento ai principi normativi per eventi straordinari e imprevedibili. Il presidente dell’associazione, Vincenzo de Martino, ha sottolineato che «il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese». De Martino ha inoltre evidenziato la necessità di «un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto», auspicando un’azione che assicuri la sostenibilità economica degli interventi programmati e la continuità operativa delle imprese.

Red. Corsara

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