Economia | Stefano Roggerone è stato confermato alla presidenza di Cia Agricoltori Liguria per un nuovo mandato quadriennale. La decisione è stata presa oggi durante l’assemblea regionale dei delegati, che ha riunito i rappresentanti dell’organizzazione agricola attiva sul territorio ligure.
Cia Agricoltori Liguria rappresenta oltre 9.000 associati, tra cui circa il 35% sono donne e il 10% giovani under 40. L’organizzazione dispone di 17 uffici regionali con più di 110 dipendenti, operativi nelle quattro province della Liguria per supportare le imprese agricole locali.
Nel suo intervento, Roggerone – olivicoltore – ha sottolineato le difficoltà che interessano le aree interne della regione, caratterizzate da marginalità economica, spopolamento e invecchiamento demografico. “Queste zone possiedono risorse naturali, paesaggistiche e culturali che, se valorizzate, possono favorire lo sviluppo regionale”, ha spiegato, evidenziando il ruolo centrale dell’agricoltura non solo come fonte di reddito, ma anche come mezzo di tutela del paesaggio e della cultura locale.
Un punto critico evidenziato riguarda le infrastrutture: secondo il presidente, la rete viaria statale e provinciale che collega l’entroterra ligure soffre per la carenza di manutenzione, con conseguenze dirette sui costi di trasporto e sulle attività agrituristiche, spesso uniche strutture di ospitalità nelle zone interne. Roggerone ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di migliorare servizi essenziali come connessioni internet, scuole, asili, uffici postali e sanitari, oltre all’assistenza agli anziani e la presenza di negozi di prossimità.
Durante l’assemblea regionale sono stati affrontati anche i temi legati alle trasformazioni in agricoltura, comprese le sfide poste dalle nuove tecnologie e dagli eventi climatici estremi. Al dibattito hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Alessio Piana, il presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani Cristiano Fini, oltre al meteorologo Gianfranco Saffioti. [Leggi: Assemblea CIA Savona: conferme per presidente e direttore, nuovo vicepresidente under 40].
La relazione programmatica del presidente Cia Liguria Roggerone
Prima della rielezione a presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) della Liguria, Stefano Roggerone ha delineato nella sua relazione programmatica a Genova le sfide attuali e future dell’agricoltura regionale e nazionale, soffermandosi sulle criticità strutturali del settore e sulle dinamiche socio-economiche che ne influenzano lo sviluppo.
Roggerone ha evidenziato come il settore agricolo italiano stia attraversando un periodo di contrazione e riorganizzazione. Negli ultimi dieci anni, il numero di imprese agricole è diminuito di oltre il 10%, con un incremento significativo solo delle società di capitali (+24%) e un calo marcato delle aziende individuali e giovanili (-22%). In particolare, le imprese agricole guidate da under 35 sono passate da 608.000 nel 2016 a 473.000 nel 2025, riducendo la loro incidenza dal 10% all’8,1%. Questo fenomeno è attribuito, secondo Roggerone, non solo al declino demografico e all’emigrazione di giovani qualificati, ma anche alla percezione negativa del lavoro agricolo, caratterizzato da redditività bassa, orari impegnativi e difficoltà nell’accesso alla terra.
Il presidente della CIA Liguria ha sottolineato che l’agricoltura richiede oggi competenze multidisciplinari, che spaziano dalla conoscenza tecnica alla gestione amministrativa, dalla normativa sanitaria alla capacità di interfacciarsi con le istituzioni finanziarie. Tuttavia, molti imprenditori agricoli sono scoraggiati da un reddito insufficiente che spesso induce a ricercare alternative lavorative.
Tra le tendenze evidenziate vi è l’aumento dell’imprenditorialità straniera in agricoltura. Al 31 dicembre 2024, le imprese agricole guidate da cittadini stranieri in Italia erano 21.173, con una crescita del 50% nell’ultimo decennio. In Liguria, queste aziende rappresentano il 12% nel territorio della provincia di Imperia, l’8% a Savona e il 5% nella Spezia. Roggerone ha indicato questa evoluzione come un elemento da integrare con servizi dedicati e formazione specifica, rivolti sia ai nuovi agricoltori italiani sia a quelli stranieri, per supportare l’avvio e la gestione delle imprese agricole.
Il contesto attuale è aggravato da aumenti significativi dei costi energetici, dei combustibili, dei concimi, dei mangimi e dei trasporti, con ripercussioni sulla disponibilità di prodotti e sulla capacità di sostenere gli investimenti. Roggerone ha evidenziato una discrepanza tra l’aumento dei costi di produzione e la crescita insufficiente dei prezzi di vendita, che riduce i margini operativi degli agricoltori. Ha inoltre denunciato la presenza di fenomeni speculativi e ha richiamato l’attenzione sul valore aggiunto nella filiera agroalimentare, osservando come gli aumenti nei prezzi al consumo superino anche il 400% rispetto al prezzo pagato ai produttori.
Un esempio citato riguarda il costo delle materie prime per un piatto di pasta al pesto, che oscilla tra 0,75 e 1,20 euro, mentre il prezzo al ristorante è notevolmente superiore. Roggerone ha posto l’accento sulla necessità di una distribuzione più equa del valore lungo la filiera, senza attribuire la responsabilità a un singolo anello della catena.
Sulla tutela del “Made in Italy”, Roggerone ha richiamato l’attenzione sulla necessità che gli accordi commerciali internazionali riconoscano pienamente le indicazioni geografiche protette (DOP, IGP, STG) e ha auspicato investimenti dell’Unione Europea in campagne promozionali per contrastare l’Italian Sounding. Sull’organizzazione della produzione, ha indicato nell’aggregazione, nella cooperazione e nei patti di filiera strumenti fondamentali per rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e garantire una più equa ripartizione del valore.
Riguardo alle politiche comunitarie, Roggerone ha espresso preoccupazione per la proposta della Commissione europea di includere la Politica Agricola Comune (PAC) in un fondo unico con un taglio minimo del 20% delle risorse, ipotizzando un rischio di rinazionalizzazione che potrebbe compromettere la parità di condizioni tra Stati membri. Ha chiesto il mantenimento di una PAC autonoma e semplificata, con una riduzione degli oneri burocratici e un potenziamento degli strumenti di gestione del rischio climatico, di mercato e sanitario.
Un’attenzione particolare è stata riservata alle aree interne della Liguria, caratterizzate da marginalità, spopolamento e invecchiamento, ma anche da rilevanti risorse naturali e culturali. Roggerone ha sottolineato come l’agricoltura in queste aree possa svolgere un ruolo chiave nella valorizzazione del territorio e nella coesione sociale, se accompagnata da infrastrutture efficienti, quali viabilità, connettività internet, scuole e servizi essenziali. Ha evidenziato criticità nella manutenzione delle strade e nella presenza di servizi sanitari adeguati, menzionando la telemedicina e le case di comunità come possibili soluzioni da sviluppare.
Il presidente ha inoltre affrontato il tema della convivenza con la fauna selvatica, auspicando una revisione della legge 157/92 per autorizzare i proprietari terrieri a tutelare le proprie coltivazioni e ottenere risarcimenti adeguati per i danni subiti, sottolineando la necessità di fondi sufficienti per l’indennizzo, non solo alimentati dalle tasse pagate dai cacciatori.
Sul fronte climatico, Roggerone ha descritto gli impatti del cambiamento climatico su colture, pascoli, foreste e allevamenti, con effetti su produzione, qualità delle risorse idriche e diffusione di agenti patogeni. Ha indicato come priorità la ricerca e la gestione delle risorse idriche, auspicando strumenti di governo del territorio e del reticolo idrico, inclusa la possibile costituzione di un consorzio di bonifica nel ponente ligure.
Roggerone ha infine posto l’accento sul ruolo delle organizzazioni professionali agricole, le cui associazioni coprono il 90% delle imprese italiane, e sulla necessità di un dialogo più efficace con le istituzioni regionali e nazionali per favorire una programmazione più efficiente e semplificata, con un impegno concreto nella riduzione degli oneri burocratici. Ha richiamato l’importanza di una concertazione seria e rispettosa, auspicando il rafforzamento del dipartimento agricoltura regionale e un miglioramento nella gestione delle pratiche.
In merito alla rappresentanza, Roggerone ha sottolineato come la Confederazione debba evolvere per includere segmenti diversi di imprenditori agricoli, anche stranieri, e promuovere alleanze con ricerca, enti locali e società civile. Ha evidenziato la necessità di rinnovamento interno, maggiore coinvolgimento dei giovani e utilizzo delle tecnologie digitali per facilitare il dialogo generazionale.
Il presidente ha annunciato inoltre un prossimo cambio nella struttura dirigente della CIA Liguria, con l’uscita dal ruolo di Ivano Moscamora, e ha richiesto un maggior sostegno e velocità nella comunicazione da parte della CIA nazionale, auspicando una riorganizzazione degli uffici di consulenza.
Concludendo, Roggerone ha ribadito la necessità di un’organizzazione libera e indipendente, capace di rappresentare con fermezza le istanze degli agricoltori nei confronti delle istituzioni, anche mediante iniziative di mobilitazione qualora le interlocuzioni istituzionali non risultassero sufficienti.
effe / Red. Corsara
