Attualità | Incontro a Ceriale sul progetto di spostamento della linea ferroviaria: preoccupazioni ambientali, agricole e trasportistiche. Una sala polivalente di Ceriale affollata ha ospitato martedì 17 marzo un incontro pubblico organizzato da AssoUtenti Savona in collaborazione con il Comitato Territoriale e il Comune di Ceriale. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, la sindaca di Ceriale Marinella Fasano, il vicesindaco Piercarlo Nervo, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, nonché il presidente provinciale di Coldiretti, Marcello Grenna.
L’assemblea ha avuto come tema centrale il progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria sul ponente savonese, con particolare attenzione agli effetti che tale opera potrebbe avere sul territorio di Ceriale. I relatori del Comitato Territoriale hanno illustrato le criticità che, a loro avviso, deriverebbero dal progetto, soprattutto in relazione all’impatto ambientale e territoriale.
Dal punto di vista ambientale, è stata evidenziata la possibile compromissione delle falde acquifere locali, fondamentali per l’approvvigionamento idrico dell’acquedotto comunale, per l’irrigazione delle aziende agricole e per il funzionamento del parco acquatico, il più grande della Liguria. Tra i rischi indicati vi sarebbe anche la contaminazione da PFAS, sostanze chimiche ritenute nocive, che potrebbe interessare le risorse idriche della zona. Secondo i relatori del Comitato, tali effetti potrebbero avere conseguenze negative su agricoltura, residenti e turismo.
Sul fronte dei trasporti, è stata sollevata la preoccupazione per la possibile chiusura della stazione ferroviaria di Ceriale, ritenuta un punto di riferimento importante per la mobilità locale. Gianni Taboga di AssoUtenti ha sottolineato come “un paese senza stazione ferroviaria è un paese più povero, più isolato, più congestionato dal traffico”. La stazione è vista come un’alternativa alla viabilità stradale sulla statale Aurelia, in particolare per i collegamenti verso est. La ferrovia, inoltre, svolgerebbe una funzione di difesa costiera contro erosioni e mareggiate, grazie alla sua massicciata che si estende dall’abitato di Ceriale fino ad Albenga. Vi è incertezza sulla futura manutenzione di questa struttura se il progetto dovesse procedere.
Il progetto prevede inoltre una nuova fermata comprensoriale situata nella pianura di Borghetto, vicino a Toirano, soluzione che non ha trovato consensi tra i presenti.
Il presidente provinciale di Coldiretti, Marcello Grenna, ha posto l’attenzione sulle ricadute economiche negative per l’agricoltura locale: la perdita di circa 300 ettari di terreno fertile, il rischio di chiusura o gravi danni per oltre 100 aziende agricole e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro. La piana ingauna, considerata il distretto agricolo più rilevante della Liguria, sarebbe fortemente compromessa. Inoltre, Grenna ha fatto notare che l’apertura dei cantieri comporterebbe un aumento significativo del traffico di mezzi pesanti con il trasporto di materiali di scavo, nonché la realizzazione di infrastrutture accessorie quali nuove strade e svincoli, interessando ampiamente il territorio.
Dal punto di vista del trasporto merci, il Comitato Territoriale ha sostenuto che il progetto non risolverebbe le esigenze di intermodalità, in quanto le gallerie esistenti non sono adeguate al passaggio dei moderni container e non consentono il trasporto combinato camion-treno.
Durante la serata, i consiglieri comunali presenti hanno seguito con attenzione gli interventi; il vicesindaco Piercarlo Nervo ha dichiarato di voler “fare tutto il possibile” per affrontare la questione. Tra i partecipanti è intervenuto anche il consigliere comunale di Finale Ligure, Luca Battaglieri, che ha criticato le narrazioni favorevoli al progetto, definendole “false”, e ha illustrato le conseguenze negative previste per il territorio.
L’incontro si è concluso dopo oltre due ore di discussione, con i relatori che hanno ricordato l’esistenza di ricorsi pendenti in Italia e in Europa contro il progetto e hanno proposto alternative per eliminare i passaggi a livello, come già avvenuto in altre zone del levante ligure.
Red. Corsara
