Attualità | La consultazione referendaria è al centro di un appello del Coordinamento in Difesa della Democrazia e della Costituzione, un gruppo formato da diverse sezioni locali di associazioni e partiti politici.
Il Coordinamento esprime una ferma opposizione alla riforma sottoposta al quesito referendario, definendola come “nata dalla volontà di una maggioranza parlamentare di modificare ben sette articoli della Costituzione senza un dibattito parlamentare”. L’organizzazione invita quindi la cittadinanza a votare “NO” e sottolinea l’importanza di una partecipazione attiva per la tutela dei valori costituzionali, percepiti dal Coordinamento a rischio, in un contesto in cui definisce il diritto internazionale “indebolito” e le libertà individuali “sottoposte a crescenti limitazioni”.
Per approfondire le motivazioni di questa posizione, il Coordinamento ha organizzato un incontro pubblico previsto per giovedì 19 marzo alle ore 18 presso il Chiostro Ester Siccardi di Albenga. Interverranno Alberto Lazzari, rappresentante del Coordinamento, l’avvocato Giorgio Cangiano e l’ex magistrato Fiorenza Giorgi.
Il Coordinamento ha inoltre annunciato che la sua attività non si fermerà al voto referendario, ma continuerà con iniziative sul territorio, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani. Secondo il gruppo, l’obiettivo è “dare concretezza a una Costituzione sempre meno attuata ma sempre più attuale”, e agire “come difensori dei valori democratici dello Stato” per prevenire “pericolosi squilibri a scapito delle libertà individuali”.
La consultazione referendaria rappresenta dunque un momento di confronto significativo sulla Costituzione, con posizioni nette da parte di alcune organizzazioni della società civile e politica locale. Il Coordinamento è composto da CGIL, ANPI (sezioni di Andora, Alassio/Laigueglia, Albenga, Leca d’Albenga, Ceriale), ARCI, Casa dei Circoli Culture e Popoli, Atac Savona, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Sinistra Ingauna, Alleanza Verdi/Sinistra, Possibile e Partito Democratico,. Da loro viene l’invito a votare NO al referendum del 23-23 marzo.
Red. Corsara
