Politica | Il Consiglio regionale della Liguria ha dedicato ampio spazio stamattina al dibattito sulle recenti controversie riguardanti presunti comportamenti illeciti da parte del presidente della Giunta regionale Marco Bucci nei confronti del quotidiano Il Secolo XIX. Al centro dell’attenzione vi sono le accuse di un presunto “dossieraggio” e di pressioni esercitate da Bucci e dal suo staff sull’informazione locale, accuse respinte con fermezza dal presidente stesso.
Nel corso della seduta, Bucci ha definito le accuse come “una narrazione costruita” priva di fondamento, affermando che non vi sono stati “dossieraggi, black list di giornalisti, vademecum occulti o attività organizzate volte a condizionare l’informazione”. Ha spiegato che il suo ufficio stampa svolge un monitoraggio quotidiano degli articoli pubblicati e segnala eventuali inesattezze, un’attività che ha definito “il normale confronto tra istituzioni e stampa in una democrazia matura”. Bucci ha inoltre sottolineato di non aver mai redatto i documenti o inviato i messaggi che gli vengono attribuiti, né esistono liste di giornalisti come quelle descritte dalle accuse.
Il dibattito in aula, convocato su richiesta del vicepresidente Roberto Arboscello (Pd), ha visto posizioni contrastanti tra maggioranza e opposizione. Andrea Orlando (Pd) ha criticato la gestione della vicenda definendola “imbarazzante” e ha evidenziato un presunto “invasione di campo” da parte del presidente, che a suo dire avrebbe superato il confine tra il ruolo istituzionale e la linea editoriale dei giornali, in particolare per via dei rapporti diretti con l’editore del Secolo XIX. Orlando ha inoltre sollevato dubbi sull’estensione del metodo adottato a altri organi di stampa e sull’utilizzo di risorse pubbliche per finalità non istituzionali, in particolare per la campagna elettorale.
Dal fronte della maggioranza, Carlo Bagnasco (Forza Italia) ha espresso totale fiducia nelle parole di Bucci, ricordando che la denuncia all’Ordine dei giornalisti era anonima. Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci Presidente) ha rimarcato il diritto di critica sancito dalla Costituzione, mentre Sara Foscolo (Lega) ha definito la vicenda una polemica politica, sottolineando il carattere fisiologico del confronto tra istituzioni e media. Stefano Giordano (Movimento 5 Stelle) ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno per ribadire che nessuna struttura regionale deve essere impiegata per criticare i giornalisti, richiamando alla distinzione tra diritto di critica e presunto sistema di osservazioni utilizzate per influenzare l’attività giornalistica.
Altri esponenti dell’opposizione, tra cui Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) e Selena Candia (Alleanza Verdi Sinistra), hanno evidenziato come la vicenda presenti implicazioni di natura politica e giudiziaria, con possibili ripercussioni sulle elezioni comunali. Armando Sanna (Pd) ha sottolineato come l’atteggiamento del presidente nel respingere le critiche con termini come “bugia” e “menzogna” possa allontanare i cittadini dalle istituzioni.
Nel corso degli interventi, Matteo Campora (Vince Liguria) ha difeso la presidenza, mentre Rocco Invernizzi e Gianmarco Medusei (Fratelli d’Italia) hanno bollato le accuse come strumentali e infondate. Alessandro Bozzano (Noi Moderati) ha richiamato l’importanza di un’informazione seria e obiettiva, mentre Jan Casella (Alleanza Verdi Sinistra) ha sollecitato Bucci ad ammettere eventuali errori.
Il presidente Bucci ha risposto ribadendo che le critiche nei suoi confronti sono “una polemica strumentale” e ha respinto le accuse di abuso di potere, definendo il monitoraggio degli articoli e la segnalazione delle inesattezze un dovere istituzionale. “Si è costruito un caso mediatico parlando di dossieraggi e pressioni senza portare una sola prova concreta”, ha affermato.
Al termine della discussione, il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza) e 13 contrari (opposizione) un ordine del giorno che impegna il presidente a proseguire nell’azione di governo e nell’attuazione del programma amministrativo. Un altro ordine del giorno, approvato all’unanimità, ha ribadito il pieno rispetto della libertà e autonomia del lavoro giornalistico e la trasparenza nelle strutture di comunicazione istituzionale della Regione.
È stata invece respinta, sempre con 16 voti contrari della maggioranza e 13 favorevoli, una risoluzione presentata dal Pd che condannava ogni forma di monitoraggio e pressione sulle testate giornalistiche con risorse pubbliche, e che prendeva atto di una presunta inadeguatezza del presidente nel garantire trasparenza e legalità. La votazione ha confermato la divisione netta tra maggioranza e opposizione sul tema.
(effe / Red. Corsara)
La Comunicazione del presidente della Giunta Regionale Marco Bucci
Il presidente della Giunta Marco Bucci ha chiesto di intervenire in relazione ad alcune notizie, comparse sui media a partire dalla settimana scorsa, relativamente ai suoi rapporti con il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla. “È stata costruita una narrazione – ha esordito – che attribuisce a me, al mio staff di comunicazione e alla Regione Liguria comportamenti illeciti, scorretti o addirittura intimidatori. Non c’è nulla di tutto questo, non ci sono dossieraggi, non esistono black list di giornalisti, non esistono vademecum occulti, non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l’informazione. Esiste, invece, il puro confronto che avviene quotidianamente tra istituzioni e organi di informazione. Un confronto che è fisiologico in una democrazia matura”. Il presidente Bucci ha aggiunto: “Noi siamo la parte lesa di questa vicenda. Lo sono i cittadini liguri, lo è la Regione, lo è lo staff di comunicazione, lo è il Presidente, lo è il sottoscritto perché, quando si parla di dossieraggio, si evoca un’attività oscura, clandestina e intimidatoria, si evoca un abuso di potere, si insinua un comportamento incompatibile con le istituzioni. Tutto questo, molto semplicemente, non è mai accaduto”. Il presidente ha poi illustrato il ruolo svolto dal suo ufficio stampa di monitoraggio sulle pubblicazioni e segnalazioni di eventuali inesattezze. “Il punto politico – ha aggiunto – è molto chiaro. Se segnalare un articolo ritenuto non equilibrato diventa dossieraggio, allora qualsiasi amministrazione di questo Paese sarebbe colpevole”. Marco Bucci ha sottolineato: “Con l’attuale direzione del Secolo XIX, il rapporto è stato per oltre un anno improntato a cordialità, franchezza e confronto diretto” e ha ribadito: “Mi si attribuiscono documenti che io non ho mai redatto, mi si attribuiscono messaggi che non ho mai inviato, si evocano liste che non esistono. Questo non è un dibattito sul pluralismo dell’informazione, ma è un caso mediatico costruito apposta su presupposti che non trovano riscontro nei fatti. Dal nostro punto di vista non esiste alcuna volontà di intimidire la stampa – ha assicurato – né oggi, né ieri e soprattutto né domani”. Il presidente ha rivendicato la legittimità di alcune critiche rispetto ad alcuni articoli di stampa che non ritiene equilibrati e ha ammonito: “Non permetterò che venga infangata l’immagine della Regione Liguria e dei suoi cittadini sulla base di accuse che non hanno senso e sono completamente prive di fondamento. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia, ma anche la libertà di critica lo è. Il caso di cui discutiamo è soltanto una polemica. La politica ha il dovere di distinguere tra polemica e realtà. Io continuo e continuerò a svolgere il mio ruolo con trasparenza, determinazione e rispetto delle regole”.
Dibattito in assemblea sulle comunicazioni del presidente Bucci
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la richiesta del vicepresidente Roberto Arboscello (Pd) di svolgere la discussione sulle comunicazioni del presidente nella seduta odierna (il Regolamento del Consiglio regionale stabilisce che, salvo diverso pronunciamento dell’Assemblea, la discussione avvenga nella seduta immediatamente successiva, ndr).
Andrea Orlando (Pd) è intervenuto per primo nel dibattito in aula rispondendo al presidente Bucci, che avrebbe potuto evitare di esporre la Regione a una vicenda che ha definito “imbarazzante”. Orlando ha detto che ci sarebbe stata una “’invasione di campo”, perché il presidente della Regione viene eletto per far funzionare la sanità e i trasporti, non per dettare la linea editoriale ai giornali. Orlando ha ricordato che in tutte le democrazie c’è una linea di demarcazione tra potere e informazione mentre nella vicenda del Secolo XIX c’è stato uno sconfinamento che non ha dato gli esiti che attendeva, ma il tentativo c’è stato ed è conclamato. Secondo Orlando, infatti, il presidente non è un cittadino qualunque, ma ha influenza diretta sugli interessi che riguardano l’editore del Secolo XIX, quindi sarebbe evidente che il potere che può esercitare è diverso da quello di chiunque altro. Orlando ha affermato che ad oggi non è dato sapere se il metodo utilizzato col Secolo XIX sia stato esteso anche ad altri organi di stampa e ha evidenziato cheanche gli uffici della Regione e che risorse pubbliche sono state utilizzate per una campagna elettorale in cui il presidente Bucci non era direttamente impegnato e senza finalità istituzionali per la Regione stessa.
Carlo Bagnasco (FI-Berlusconi) ha contestato la ricostruzione fatta da Orlando e ha rinnovato estrema fiducia nelle parole del presidente Bucci. Il consigliere ha ricordato l’esposto presentato all’Ordine dei giornalisti era anonimo e, nel merito dei rapporti fra il presidente Bucci e il direttore del Secolo XIX, ha ricordato che un giornale, per esser giusto, deve attribuire spazi uguali ai diversi schieramenti politici.
Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci Presidente) ha ricordato che la Costituzione sancisce la libertà di opinione:“rivendico il diritto di esprimere le proprie critiche”. Secondo Frascatore quello fra il presidente e il direttore del Secolo era un rapporto al servizio del cittadino e, invece, ne è uscita una “realtà distorta”:
Sara Foscolo (Lega Liguria-Salvini) ha dichiarato che la vicenda è stata strumentalizzata in una “questione politica” mentre si trattava di una normale analisi fra istituzioni e media. Secondo la consigliera la vicenda è stata solo “una polemica “politica” e che il confronto è normale così come chiedere chiarimenti non è uno scandalo, ma “dialettica democratica”.
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha annunciato di avere depositato un ordine del giorno sulla libertà di stampa in cui si ribadisce che nessuna struttura della Regione deve essere utilizzata per criticare i giornalisti. “Il diritto di critica – ha detto – non è mai stato messo in discussione, ma occorre capire se, accanto alla critica, esista un sistema di osservazioni, liste e documenti utilizzati per incidere sulle attività di un giornale
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha ammesso di aver chiamato diverse volte giornalisti, ma mai editori, e di essere stato colpito dal fatto che nelle chat pubblicate sui giornali si parlasse spesso della campagna elettorale per il Comune di Genova me, dunque, non di temi riguardanti la Regione.
Selena Candia (Alleanza Verdi Sinistra) ha detto. “L’iter è chiaro ed è stato discusso presso l’Ordine dei giornalisti ed è diventato anche un caso giudiziario”. La consigliera ha aggiunto che le pressioni sul quotidiano sono ancora più gravi perché sarebbero state fatte anche in occasione delle elezioni comunali. “Continueremo a vigilare – ha detto – fra quanto viene dichiarato e quanto viene davvero realizzato da questa amministrazione”.
Armando Sanna (Pd) ha ricordato come l’opposizione abbia voluto la discussione in aula per l’immagine della Regione. Sanna ha rimarcato che il presidente usa le parole “bugia”, “menzogna”, “scorrettezza” ogni volta che la minoranza fa dei controlli e questo atteggiamento allontana la gente dalle istituzioni..
Matteo Campora (Vince Liguria) ha ribattuto alle accuse: “Noi siamo con la presidenza e con le istituzioni, che è nostro dovere proteggere, invece la sinistra in questi giorni ha cannoneggiato la presidenza”. Il consigliere si è domandato: “Chi accusa oggi ha la certezza che il rapporto sia così limpido che nessun giornalista sia stato messo ai margini dopo articoli non graditi?”.
Rocco Invernizzi (FdI ha espresso il pieno sostegno di Fratelli d’Italia al presidente Bucci sulla vicenda spiegando che appare evidente come l’accusa si sia trasformata in un equivoco “strumentalizzato e montato ad arte” dalla sinistra per delegittimare l’avversario politico. Invernizzi ha espresso solidarietà ai giornalisti, dicendo che il direttore avrebbe dovuto difenderli.
Gianmarco Medusei (FdI) ha attaccato la minoranza: “Avete montato un caso non avendo altri argomenti politici”. Il consigliere ha aggiunto: “Oggi siamo costretti a discutere sul nulla e questo mi ha impedito di presentare interrogazioni importanti per il nostro territorio”. Medusei ha ribadito nel suo intervento: “Il diritto di critica non è lesa maestà”. Alessandro Bozzano (Noi Moderati) ha precisato che non si devono fare valutazioni giuridiche in una assemblea legislativa. Bozzano ha ricordato, con Churchill, che la democrazia non è un sistema perfetto, ma è il meno peggio. A sostegno del presidente, Bozzano ha ricordato che è interesse pubblico avere un’informazione seria, equilibrata e obiettiva.
Jan Casella (Alleanza Verdi Sinistra) ha replicato a Foscolo e Medusei: “Nostro malgrado ci troviamo oggi a discutere di un argomento che non era inerente all’ordine del giorno”. Secondo Casella oggi Bucci avrebbe dovuto ammettere di aver sbagliato. Armando Biasi (Lega Liguria Salvini) ha sottolineato che gli amministratori sono totalmente criticabili, ma che non è ammesso il contrario e questo non è corretto.
Davide Natale (Pd) ha criticato la maggioranza per non avere perso le distanze dalla vicenda. “Presenteremo – ha detto – un esposto alla Corte dei conti perché non è accettabile che le risorse dei cittadini siano utilizzate per la campagna elettorale e per fare dossieraggi per colpire l’avversario politico”.
Angelo Vaccarezza (Forza Italia Berlusconi) ha ringraziato i giornalisti, ha letto in aula il comunicato del comitato di redazione del Secolo XIX e ha ribadito “Noi, da uomini liberi, abbiamo il diritto di criticare quando non condividiamo qualcosa”. Vaccarezza ha concluso dicendo che la maggioranza è forte, compatta e andrà avanti fino alla fine della legislatura.
Simone D’Angelo (Pd) si è dichiarato deluso dalla relazione del presidente Bucci in “quanto non avrebbe fugato dubbi su eventuali aspetti di natura anche penale e amministrativa”. Il consigliere ha sostenuto, facendo riferimento ad alcuni recenti articoli di stampa, che Bucci abbia parlato con l’editore del quotidiano per condizionare la linea del giornale.
Solidarietà alla stampa anche da Federico Romeo (Pd), che ha sottolineato come i cittadini debbano essere informati in modo libero e pluralista: “È grave utilizzare risorse e strutture regionali per attività non istituzionali: così si incrina la fiducia nelle istituzioni. Oggi Bucci ha perso la credibilità”.
Enrico Ioculano (Pd) ha dichiarato: “La lettura della maggioranza della vicenda, avvenuta questa mattina ha caratteri di irrealtà”. Secondo il consigliere, invece, la vicenda è estremamente grave in quanto la tutela degli intessei dei liguri sarebbe secondaria rispetto ad un interesse personale del presidente.
Carola Baruzzo (Pd) ha detto: “Questa vicenda tocca aspetti fondamentali dei rapporti tra istituzioni e organi di informazione: non si può liquidare questo caso come polemica strumentale.” Un presidente di Regione, secondo Baruzzo, ha il diritto di criticare e difendersi, ma non di lasciare intendere che la Regione faccia pressioni.
Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha precisato, rispetto ad alcuni interventi dei consiglieri di minoranza, che il dibattito non avviene in un’aula di tribunale ma all’interno dell’Assemblea legislativa.
La replica del presidente Bucci
Il presidente della Giunta Marco Bucci ha replicato agli interventi della minoranza dichiarando che alcune delle affermazioni non sono vere e che si tratta di “una polemica strumentale”. In particolare Bucci ha ribattuto a Orlando: “Non capisco perché si cerchi di trasformare una polemica politica in qualcosa che non esiste nei fatti”. E ha precisato: “Si dice che non sarei un cittadino qualsiasi quando esprimo una critica a un giornale ed è vero, sono Presidente della Regione e, proprio per questo, non rinuncio al diritto e al dovere di rappresentare osservazioni quando ritengo che un’informazione non sia equilibrata e quando raccolgo le critiche dei cittadini. È mio dovere riportarle. Non è un abuso di potere, ma è il normale confronto tra istituzioni e informazioni in una democrazia”. Il presidente ha respinto anche l’accusa di peculato: “Quando monitoriamo gli articoli e segnaliamo le inesattezze, che sono i commenti che ci arrivano dai cittadini, questo è il nostro dovere”. Bucci ha concluso: “Si è costruito un caso mediatico parlando di dossieraggi e pressioni senza portare una sola prova concreta”.
(Red. Corsara)
