Cultura | di Mary Caridi. Nel cuore di Genova, in via Borgo degli Incrociati, c’è un posto che sembra resistere a tutto: il Librificio del Borgo. Non è solo una libreria, ma un presidio dove i libri convivono con il profumo di tisane, torte e caffè. Eppure, questa realtà così preziosa oggi si trova in difficoltà , penalizzata da una serie di lavori pubblici che, trascinandosi da tempo hanno finito per isolare l’attività rendendone difficile la sopravvivenza. I motivi sono scritti nero su bianco: il calo drastico del passaggio pedonale, la polvere, il rumore incessante e le transenne che da mesi rendono invisibile l’ingresso, scoraggiando anche i clienti più affezionati.
A far scattare la scintilla della solidarietà è stato anche Giulio Mozzi, figura di peso nell’editoria italiana, scrittore e fondatore della nota Bottega di narrazione. Dalla sua seguitissima pagina Facebook, Mozzi ha lanciato un appello per sostenere la libreria, invitando i lettori a non lasciarla sola. Un invito per spingere a deviare dai soliti percorsi e riscoprire questo angolo di città.
Tra chi ha risposto c’è Giovanna Profumo, che ha affidato ai social un commento carico di amarezza ma anche di speranza: “Oggi, tornando dal lavoro, sono andata al Librificio del Borgo, che non è esattamente sulla tratta delle librerie che si trovano nel mio percorso quotidiano. Però, spinta dall’appello pubblicato sui vari social, ho pensato che valesse uno sguardo. È stato più facile di quanto pensassi, perché, scesa dal treno, anziché andare a destra verso piazza Brignole, sono andata a sinistra… e la sinistra è sempre una mia utopia, anche adesso, anche oggi, nonostante tutto”.
Il racconto della Profumo restituisce l’immagine di un luogo che va difeso nonostante i disagi logistici: una mamma che allatta, un signore al computer, il sorriso solare del libraio prodigo di consigli. “Il fatto che questa libreria si sia trovata in difficoltà a causa di lavori pubblici prorogati all’inverosimile mi fa arrabbiare non poco,” scrive ancora Giovanna, ricordando come per mettere in croce un’attività basti un’inezia.
L’invito ai genovesi, allora, è quello di allungare il passo e cambiare direzione all’uscita dalla stazione per fare visita a questa realtà di Genova. Perché, come dice Giovanna: “Farete del bene a voi stesse ma anche a loro“.





