Liguria, un fondo regionale per la pesca colpita dal fermo biologico

Il Consiglio approva l'istituzione di un fondo rotativo per sostenere le imprese in attesa dei contributi statali ed europei. Approvato anche il Programma regionale di pesca e acquacoltura per il triennio 2026-2028

Politica / Economia | Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta a istituire un fondo rotativo regionale con una dotazione iniziale di almeno 100mila euro per sostenere le imprese di pesca liguri colpite dal fermo biologico e tecnico. L’obiettivo è fornire un supporto finanziario immediato alle aziende del settore, coprendo il periodo tra la sospensione dell’attività e l’effettiva erogazione dei contributi statali o europei, in particolare quelli previsti dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA).

Il fondo sarà strutturato come uno strumento di anticipazione finanziaria, con l’intento di garantire liquidità alle imprese già censite, attraverso procedure di accesso semplificate “a sportello” in collaborazione con la finanziaria regionale FILSE. Una volta accreditati i ristori ministeriali, il fondo sarà reintegrato automaticamente, assicurandone la sostenibilità nel tempo. Inoltre, è previsto un coordinamento costante con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MASAF) per armonizzare questa iniziativa con le politiche nazionali sulla sovranità alimentare e la tutela della biodiversità marina.

L’ordine del giorno, presentato da Federico Bogliolo (Vince Liguria) e Gianni Pastorino (Lista Andrea Orlando Presidente), è stato sottoscritto da tutti i gruppi consiliari. Pastorino ha sottolineato che si tratta di un impegno concreto preso dopo l’incontro con i lavoratori della pesca, particolarmente colpiti dalla proroga improvvisa del fermo biologico per la pesca a strascico. “Abbiamo trasformato un confronto politico in un indirizzo concreto a favore delle marinerie liguri”, ha dichiarato Pastorino, evidenziando la necessità di strumenti immediati di sostegno per un comparto in difficoltà.

Parallelamente, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il Programma regionale della pesca e dell’acquacoltura per il triennio 2026-2028. La programmazione punta a una strategia in linea con la normativa nazionale ed europea e a una governance efficiente. Tra gli obiettivi strategici figurano lo sviluppo sostenibile del settore, la promozione del dialogo con gli stakeholder, l’intensificazione della ricerca scientifica, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sostenibilità dell’acquacoltura e la salute dei prodotti ittici allevati. Si mira inoltre a rafforzare la competitività delle imprese attraverso l’associazionismo e a rilanciare economicamente il comparto.

L’assessore alla pesca, Alessandro Piana, ha ringraziato gli uffici regionali per il contributo tecnico nella definizione del Programma, ringraziamenti condivisi dal presidente della III Commissione Attività produttive, cultura, formazione e lavoro, Armando Biasi, e dal vicepresidente Jan Casella.

(effe / Red. Corsara)

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