Attualità | A Savona aprirà martedì 10 marzo un nuovo presidio socio-sanitario nel quartiere di Legino, con l’obiettivo di fornire servizi di prossimità ai residenti. La struttura, ubicata in via Bresciana 22, ospiterà un ambulatorio infermieristico aperto settimanalmente il martedì mattina, uno sportello del maggiordomo di quartiere e un punto di ascolto gestito dal SUNIA, oltre a iniziative sociali, ricreative e di supporto realizzate da volontari.
Gli spazi sono concessi in uso al Comune di Savona da Arte Savona tramite una convenzione, mentre il progetto trae origine da un percorso di ricerca-azione avviato negli anni scorsi nel quartiere, sostenuto dalla Fondazione De Mari CR Savona. Questa collaborazione ha coinvolto anche una rete di associazioni locali e il Comune, con l’obiettivo di identificare e rispondere in modo strutturato ai bisogni socio-sanitari della comunità. La richiesta di un presidio di prossimità è emersa direttamente dai cittadini coinvolti in questo processo.
L’intervento ha inoltre previsto la ristrutturazione dei locali destinati alle nuove attività. L’ambulatorio infermieristico, coordinato dalle infermiere di comunità, è stato reso possibile grazie a un protocollo d’intesa tra Comune e l’Area 2 Savonese, con una frequenza settimanale.
Il Comune di Savona ha siglato un Protocollo Operativo con Auser Savona, capofila di un gruppo di associazioni tra cui ANTEAS, ACLI e ARCI, in collaborazione con il Comitato di Legino 167. Il documento mira a garantire un calendario di iniziative per le famiglie del quartiere e a promuovere il coinvolgimento di cittadini e realtà associative, al fine di valorizzare lo spazio e sostenere la coesione sociale nel territorio.
L’Assessore al Welfare e comunità del Comune di Savona, Riccardo Viaggi, ha sottolineato come il presidio rappresenti “un esempio di quello che la collaborazione pubblico-privato è in grado di costruire” per rispondere ai bisogni di salute, soprattutto nella prevenzione delle malattie croniche, e alle esigenze di inclusione sociale e cittadinanza attiva. Ha inoltre evidenziato il ruolo strategico dell’investimento della Fondazione De Mari per il benessere della comunità.
Luciano Pasquale, presidente della Fondazione De Mari CR Savona, ha evidenziato come il progetto sia frutto di un metodo partecipativo: “Il presidio socio-sanitario non nasce da una decisione calata dall’alto, ma da un percorso di ricerca-azione che ha coinvolto associazioni, cittadini e istituzioni, facendo emergere in modo chiaro i bisogni del quartiere.” Ha aggiunto che la collaborazione tra terzo settore, Comune, ASL e ARTE ha permesso di raggiungere un risultato significativo per Legino, con possibili sviluppi in altri contesti.
(Red. Corsara)
